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Bloccano i binari della stazione: 37 pro Pal indagati, anche sindacalisti. Cgil: "Inaccettabile"

Le accuse a vario titolo sono per, tra le altre cose, l'interruzione del pubblico servizio ferroviario e l'ostacolo alla circolazione dei treni

Bloccano i binari della stazione: 37 pro Pal indagati, anche sindacalisti. Cgil: "Inaccettabile"
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Le indagini hanno i loro tempi ma, solitamente, arrivano fino in fondo. Nelle score ore sono stati consegnati 37 avvisi di conclusione delle indagini della procura di Massa ad altrettanti soggetti per quanto accaduto alla stazione della città toscana il 3 ottobre scorso in occasione del corteo pro Pal in concomitanza dello sciopero generale, quando furono occupati i binari e si rese necessario interrompere il traffico ferroviario. Tra i 37 risultano sindacalisti, esponenti della società civile e studenti e le accuse a vario titolo per loro sono per "reati connessi l'interruzione del pubblico servizio ferroviario, all'ostacolo alla circolazione dei treni e allo svolgimento della manifestazione, con disagi significativi al traffico ferroviario regionale sulla linea Pisa-La Spezia".

Alcuni di questi, per gli stessi fatti contestati, sono stati destinatari di sanzioni amministrative da parte della Polfer per 300 euro. "Inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato. Seguiranno valutazioni e iniziative sia politiche che nelle sedi opportune, anche a tutela dei diritti delle persone coinvolte e della libertà di manifestazione", dichiara la Cgil Toscana. Il sindcato esprime "forte preoccupazione per quanto sta avvenendo nei confronti di una manifestazione pacifica, che si è svolta senza scontri, senza danneggiamenti e senza alcun pericolo per l'ordine pubblico". Infatti, le accuse non sono in alcun modo legate a violenze che non ci sono state ma a reati connessi alla mobilità pubblica. Eppure, per la Cgil, in quell'iniziativa "donne e uomini, giovani e pensionati, hanno esercitato diritti garantiti dalla Costituzione: il diritto di manifestare, di riunirsi, di esprimere liberamente il proprio pensiero di fronte a un genocidio e a una tragedia umanitaria che continua a sconvolgere Gaza, tanto più che la circolazione ferroviaria risultava già interrotta".

Nicola Del Vecchio, segretario della Cgil di Massa Carrara, ha aggiunto che l'operazione della procura di Massa Carrara "utilizza a piene mani il cosiddetto diritto penale del dissenso, ossia quel microsistema di norme che incriminano, limitando l'esercizio delle libertà costituzionali, tutte le forme di dissenso".

Ribadisce che il 3 ottobre a Massa non "ci sono stati scontri, nessun danneggiamento" e sostiene che la procura "ha potuto usare anche il nuovo reato di blocco ferroviario introdotto dal decreto sicurezza 48/25, reato rispetto al quale autorevoli giuristi hanno espresso fortissimi dubbi di costituzionalità".

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