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Boeri e altri sei a processo per abusi edilizi di BoscoNavigli

Il complesso residenziale, che ricalca il modello del "Bosco verticale", alto nel punto massimo oltre 40 metri per 12 piani, sarebbe stato realizzato in assenza di un piano attuativo. Si va in aula il prossimo 12 marzo

Boeri e altri sei a processo per abusi edilizi di BoscoNavigli
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Anche questo nodo giudiziario per Stefano Boeri è venuto al pettine. Per l'archistar e per altri 6 persone fra costruttori, architetti e funzionari del Comune di Milano è arrivato il momento di affrontare un processo per abusi edilizi per la costruzione del BoscoNavigli, il progetto immobiliare di lusso di Scalo San Cristoforo a Milano finito coinvolto nelle inchieste sull'urbanistica della Procura di Milano.

Un progetto che ricalca il modello del Bosco Verticale - nelle brochure di presentazione "un progetto in linea con la tradizione architettonica lombarda che unisce i canoni dell’architettura tradizionale milanese con i principi della sostenibilità" - che prevede la realizzazione di 90 appartamenti con la lottizzazione di un terreno precedentemente libero da costruzioni. Secondo l’indagine, coordinata dal pool della procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano e dai pubblici ministeri Paolo Filippini, Mauro Clerici e Marina Petruzzella, sarebbero emerse diverse irregolarità. E ora la giudice Giovanna Taricco ha deciso per il rinvio a giudizio, con le accuse di cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e in abusi edilizi. Il complesso residenziale, alto nel punto massimo oltre 40 metri per 12 piani, è stato realizzato in assenza di un piano attuativo e in un'area in cui "l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti".

Oltre a Boeri sono stati rinviati a giudizio l'ingegner Marco Nolli, l'ex direttore dello Sportello unico edilizia, Giovanni Oggioni, il co-progettista Giovanni Da Pozzo, il costruttore Cristoforo Giorgi, il dirigente del Comune di Milano, Andrea Viaroli. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo alle 12.30. La decisione di mandare a processo tutti gli imputati durante l'udienza pre-dibattimentale è stata presa dalla giudice non appena gli avvocati (fra cui Giuseppe Iannaccone, il professor Francesco Mucciarelli, i legali Stefano Solida, Davide Steccannella, Francesco Moramarco) hanno smesso di parlare in aula.

La discussione dei difensori è stata per tutti incentrata sul cosiddetto "elemento soggettivo" e cioè la consapevolezza di costruttori, progettisti, funzionari pubblici di violare eventualmente delle norme molte complesse in materia edilizio-urbanistica e con diversi orientamenti giurisprudenziali.

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