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Ancora un caso Trani, così la procura ha distrutto un altro innocente

Crollano le accuse di peculato e falso che avevano portato Minervini agli arresti domiciliari e paralizzato l'amministrazione comunale

Ancora un caso Trani, così la procura ha distrutto un altro innocente
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Il caso di Tommaso Minervini, ex sindaco di Molfetta, riaccende i riflettori su un modus operandi giudiziario dai tratti critici. Come riferisce Il Foglio, la Corte di Cassazione ha accolto integralmente il ricorso del suo avvocato, annullando senza rinvio l’ordinanza che lo scorso anno lo aveva portato agli arresti domiciliari. Minervini non finì in carcere solamente per limiti di età ma venne descritto come un soggetto incline a delinquere per una presunta sete di “gloria e onori” derivante dalla realizzazione di opere pubbliche: Minervini, infatti, non avrebbe mai preso un euro.

Ma l’impianto accusatorio nei confronti dell’ex sindaco non ha retto davanti all’esame dei giudici di Cassazione, secondo i quali i reati contestati non sussistono e le prove prodotte erano carenti. Le accuse nei confronti di Minervini, quindi, erano prive di fondamento: ​​il falso ideologico non esiste, il peculato è svanito e l'interlocuzione con gli imprenditori per il porto cittadino è stata riconosciuta come un atto legittimo e doveroso per un amministratore. Minervini ha trascorso gran parte della sua vita tra le mura del carcere come educatore di detenuti ed è uno stimato professionista in città eppure, nonostante la totale assenza di qualunque passaggio di denaro, è stato per mesi al centro di un caso giudiziario, con un grave danno reputazionale. L’unica sua colpa è stata quella di aver fatto il sindaco.

Ma la vicenda di Minervini va contestualizzata in quella della città di Molfetta e del suo porto commerciale, che da decenni miete “vittime eccellenti” come Antonio Azzollini, sindaco della città 20 anni fa,, travolto da un'indagine per una presunta truffa da 150 milioni di euro. Anche in quel caso, dopo arresti eccellenti, sequestri milionari e un clamore mediatico imponente, il processo si è concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati perché “il fatto non sussiste”. In tutto ciò, quindi, il porto resta una grande opera incompiuta.

La procura di Trani è da tempo protagonista di particolari casi come questo e il magistrato che condusse l’indagine sull'ex sindaco Luigi Riserbato, arrestato nel 2014 e assolto otto anni dopo da ogni accusa, e quella su Azzollini, Michele Ruggiero, è stato condannato in via definitiva per aver minacciato dei testimoni affinché accusassero gli indagati.

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