Per la procura di Roma sarebbe stato l’anello di congiunzione, l’uomo incaricato di trovare chi fosse in grado di passare dalle intenzioni ai fatti. Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni, è indicato dagli inquirenti come l’intermediario tra Valter Lavitola e il gruppo campano accusato di aver eseguito l’attentato contro Sigfrido Ranucci, il volto di Report colpito nell’ottobre scorso davanti alla sua abitazione.
Nelle carte dell’inchiesta della Dda di Roma, Tavares compare come figura operativa. Non il presunto ideatore - ruolo che i pm attribuiscono a Lavitola - ma il tramite con gli esecutori materiali. Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato lui a mettere in contatto l’ex editore e imprenditore con il gruppo incaricato di colpire Ranucci. Un ruolo che per gli inquirenti sarebbe stato decisivo nella preparazione dell’attacco.
Tavares non è un nome qualunque nell’orbita di Lavitola. Come riporta La Stampa, dal 2017 risulta dipendente della società legata al ristorante Cefalù Bistrò di Pesce, a Monteverde, locale riconducibile all’imprenditore. Un rapporto di lavoro stabile che nelle carte dell’indagine diventa uno degli elementi utili a ricostruire il filo tra il presunto mandante e chi avrebbe materialmente agito.
Il nome di Tavares torna anche nella gestione logistica del commando. Secondo gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, avrebbe messo a disposizione le auto per consentire agli esecutori di raggiungere la Capitale dalla Campania. Non solo: avrebbe contribuito, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, a organizzare la fuga, fornendo risorse economiche, carte di credito e una versione di comodo da riferire agli investigatori in caso di arresto.
Quella versione, stando alle carte, avrebbe dovuto spostare l’attenzione su un fantomatico albanese conosciuto a Ostia pochi giorni prima, in un contesto legato al narcotraffico. Una pista di copertura che sarebbe stata studiata per proteggere l’identità del mandante e schermare il ruolo di chi aveva ordinato l’attacco.
Dopo l’attentato, Tavares avrebbe lasciato l’Italia per fuggire in Camerun, dove secondo quanto risulta
agli inquirenti si troverebbe ancora. Anche questo elemento entra nel quadro accusatorio. Nelle intercettazioni, la compagna dell’uomo si lamenta della situazione e lega il suo eventuale ritorno alle decisioni di Lavitola.