Leggi il settimanale

Danilo Restivo e dubbi del fratello di Elisa Claps sull'omicidio Shin

Le ombre sull’operato della polizia del Dorset sul delitto di una studentessa coreana, uccisa nel 2002 per il quale è stato accusato un giovane tossicodipendente. Ma secondo la Bbc il killer potrebbe essere un altro

Danilo Restivo e dubbi del fratello di Elisa Claps sull'omicidio Shin
00:00 00:00

C’è un numero, il 12, che ricorre nelle inchieste per omicidio legate al nome di Danilo Restivo, l’uomo condannato per l’omicidio di Elisa Claps a Potenza e di Heather Barnett a Bournemouth. Da quest’ultima città giungono sospetti sinistri in merito a un’altra donna uccisa, la studentessa coreana Jong-Ok Shin, trucidata il 12 luglio 2002. Barnett era invece stata uccisa il 12 novembre 2002, Claps il 12 settembre 1993 e il suo corpo ritrovato solo nel 2010, nel sottotetto della chiesa di Potenza. Il 12 maggio 2004 Restivo era stato filmato in un parco inglese mentre si muoveva furtivo ed effettuava gesti insoliti, come acquattarsi all’improvviso all’arrivo di una donna o cambiarsi una maglietta, indossandone poi una identica. Ora il nome di Restivo viene associato, ipoteticamente, all’omicidio Shin, dopo che un documentario della Bbc ha sollevato dubbi in merito all’operato della polizia del Dorset. Per quel delitto infatti, si trova in carcere, condannato all'ergastolo, Omar Benguit, un giovane tossicodipendente accusato da diverse persone - 13 delle quali hanno ritrattato - e che da sempre si dice innocente. “È una cosa su cui abbiamo riflettuto tante volte e tutto porta a Danilo Restivo. È incredibile come non si intervenga su questo scempio che si sta consumando”, ha commentato il fratello di Elisa Gildo Claps, ospite a “Chi l’ha visto?”.

Jong-Ok Shin era riuscita, seppur per pochissimo tempo a parlare e a descrivere l’assassino: aveva raccontato che il killer indossava una maschera, e in effetti quando venne fermato Restivo aveva nello zaino un passamontagna, oltre che un grosso coltello simile a quello descritto dalla vittima. La sorella di Benguit ha dichiarato che il condannato “preferisce uscire dentro una bara piuttosto che confessare una cosa che non ha fatto”. La sua difesa ha presentato una richiesta di revisione, che però non è stata accettata.

Gildo Claps resta convinto che Restivo andava fermato già al primo omicidio a Potenza: “Credo che sulla storia di Elisa e sul sangue che ha lasciato negli anni successivi qualcuno dovrebbe farsi un serio esame di coscienza, per aver

permesso a un assassino di agire indisturbato - ha dichiarato - Non posso accettare che ci sia un innocente che sta scontando da 23 anni una detenzione per un delitto che non ha commesso. Elisa non l’avrebbe voluto”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica