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Cronaca giudiziaria

Giallo Resinovich: ora spunta un Ignoto X

Trovato un Dna maschile misterioso su uno degli oggetti al vaglio degli inquirenti: non appartiene all’indagato Sebastiano Visintin

Giallo Resinovich, c'è un nuovo indagato. Il nodo della frattura al centro degli interrogativi

Sembra ancora molto lontano dall’essere risolto il caso dell’omicidio di Liliana Resinovich, pensionata 62enne scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata cadavere tre settimane più tardi nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste, città in cui la donna viveva. Il Piccolo avrebbe reso noti in parte i risultati della perizia svolta sui reperti sequestrati. Al lavoro - con termine ultimo di consegna ieri 12 ottobre, ma RaiNews riporta che la perizia sia stata depositata sabato 10 - i periti nominati dalla procura Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi, per gli accertamenti genetici, dattiloscopici e merceologici.

Tra i materiali al vaglio degli esperti c’erano i coltelli - oltre 700 - sequestrati a Sebastiano Visintin, vedovo della vittima e unico indagato per il suo omicidio, i sacchi neri in cui era avvolta Resinovich al suo ritrovamento, il cordino che teneva due sacchi trasparenti per la spesa sulla sua testa, i vestiti addosso alla vittima, la borsa che era con il corpo, un modello insolito per le abitudini di Resinovich e con un contenuto scarno e decisamente bizzarro.

Stando a quanto riporta il Piccolo di Trieste, sul cordino è stato ritrovato solo un Dna femminile riferibile alla vittima: un cordino simile era stato ritrovato in casa, in un cassetto della cucina, nei giorni successivi al ritrovamento del corpo. I periti hanno esaminato anche un altro cordino, quello che teneva insieme le “chiavi di riserva”, così chiamate da Visintin: pare che non fossero quelle usate da Resinovich, che aveva un mazzo di uso quotidiano con un portachiavi con la sua iniziale, un mazzo mai ritrovato.

Su quest’ultimo cordino sarebbero stati identificati due profili complessi, che attesterebbero la presenza di un uomo - ora denominato Ignoto X - che però non sarebbe né Visintin, né altri uomini ai quali è stato chiesto il codice genetico o l’hanno fornito spontaneamente. Tra essi l’amico speciale Claudio Sterpin deceduto a febbraio 2026, ma la cui testimonianza è stata cristallizzata precedentemente in incidente probatorio, il vicino di casa Salvatore Nasti che con la moglie Gabriella Micheli aveva una consuetudine amicale con la vittima, l’amico di gioventù Fulvio Covalero. Ma quel Dna non appartiene a nessuno di loro.

Gli esperti hanno operato anche su alcune fibre - pare rosse e gialle - trovate sul giubbotto indossato dalla donna e sulla sua borsa. I risultati indicano l’appartenenza ad alcuni abiti di Visintin - che il giorno della scomparsa della moglie indossava una maglia e dei guanti di questi due colori, come testimoniato da un video con la videocamerina GoPro girato dallo stesso indagato quel giorno. Tuttavia questa compatibilità sarebbe inutile ai fini dell’indagine, dato che i due vivevano insieme. Quindi, come già accaduto per il delitto di Perugia, quella contaminazione di fibre potrebbe non essere databile, dato che gli abiti di Resinovich e Visintin sono stati a contatto in più occasioni.

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