"La cosa che proprio mi ha molto amareggiato è stata la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse". Sono queste le prime parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala commentando la prima sentenza relativa alle inchieste sull'urbanistica. Sala ha poi detto di avere due motivi di amarezza: "Il primo è aver visto colpite persone che sono a me vicine e di cui sono certissimo dell'onestà. Faccio un nome, l'ex assessore Tancredi che ha visto anche un po' rovinata la sua carriera e il suo equilibrio. E poi la seconda cosa, c'è un continuo uso di aggettivi, una necessità di corroborare le loro tesi con parole tese a screditare la nostra azione".
"Un mio amico - ha aggiunto il sindaco Sala a margine di una conferenza stampa - mi raccontava del maxiprocesso di Palermo e mi diceva, 'se ti vai a leggere quelle carte non c'è un aggettivo, ci sono fatti' Se ripensiamo a tutto quello che è stato detto e scritto in quest'ultimo anno ci sono tantissimi aggettivi e sono proprio tesi a discreditare persone e istituzioni rispetto all'opinione pubblica, questo non va bene - ha spiegato -. Fino a utilizzare termini come 'democrazia urbanistica' e come appunto 'sovvertimento'. Noi siamo stati accusati di sovvertire la democrazia urbanistica". "Ora io chiedo: accusare un'istituzione di sovvertire la democrazia urbanistica vuol dire fare il proprio lavoro e quindi esprimere un giudizio legale o vuol dire fare politica?", ha concluso.
E ancor: "A questo punto sono anche un po' curioso di capire il dottor Viola, che stimo, come vede la situazione, perché evidentemente sta tutto in una responsabilità generale. Quindi mi chiedo che giudizio dà dell'operato del suo team, posto che tutti noi dobbiamo dare un giudizio del nostro operato e di chi lavora con noi".
Il primo cittadino chiama in causa il procuratore capo di Milano, Marcello Viola. "La giustizia ha tante teste e il Tribunale, che ringrazio non tanto e solo per questo esito, ma per come in tutto questo periodo ha lavorato in correttezza - ha aggiunto -. E la stessa Procura ha tante teste".
E poi un appello alla politica: "La mia preghiera adesso a chi sta in Parlamento è, lasciate perdere il Salva Milano, non c'è niente da salvare e come si vede poi noi andiamo avanti col nostro lavoro. Ma bisogna tener conto che non fa bene a nessuno, né alle città né al nostro Paese, non avere una materia così importante regolamentata in maniera più attuale".