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Cronaca giudiziaria

La mossa di Alberto Stasi: pronta la richiesta di revisione del processo

Dell’istanza si occuperà la Corte d’Appello di Brescia: si aggiunge alla possibile richiesta della procura generale di Milano, che non ha però ancora sciolto le sue riserve

Alberto Stasi è fuori dal carcere: ecco come sono le sue giornate

Entro dieci giorni o poco più, la difesa di Alberto Stasi consegnerà la sua richiesta di revisione con l’obiettivo di dimostrare l’estraneità dell’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis stanno preparando l’istanza ormai da mesi ed entro metà novembre dovrebbero arrivare al traguardo: non hanno mai fatto trapelare gli elementi nuovi raccolti per dimostrare ai giudici l’innocenza del loro assistito. Oltre a quelli già emersi dalla chiusura bis delle indagini fatte dalla procura di Pavia che ha indagato su Andrea Sempio, e chiesto oggi per lui il processo per lo stesso reato per il quale è stato condannato Stasi, infatti, ci sarebbero altri elementi che, a detta dei legali, sono molti forti. Tra questi ci sarebbe anche una testimonianza definita “chiave”.

Di questa istanza si dovrà occupare la Corte d’Appello di Brescia e si tratta di un fascicolo indipendente rispetto al lavoro che sta conducendo la procura generale di Milano, che con il procuratore generale Francesca Nanni sta valutando le carte da diversi mesi. Anche la sua decisione è attesa a breve termine ma non c’è un orientamento su quale potrebbe essere la sua decisione: è nella sua capacità, infatti, chiedere la revisione o meno, sulla base degli elementi che sono stati raccolti dalla procura di Pavia e che sono stati sottoposti alla sua attenzione dal procuratore capo Fabio Napoleone.

Nel frattempo Alberto Stasi è uscito dal carcere ma non è ancora un uomo libero: gode del regime di libertà vigilata per gli anni che mancano al termine della sua pena, fissata a 16 anni di reclusione, di cui 11 trascorsi tra le mura del carcere di Bollate, in provincia di Milano. Ora ha un appartamento nell’hinterland del capoluogo lombardo e tutti i giorni si reca a Milano per lavorare, anche se deve rispettare precise prescrizioni imposte dal giudice di sorveglianza sull’orario di rientro presso il domicilio e sulle persone con le quali può avere rapporti. Non può lasciare la regione, se non autorizzato, ma gode di un premio in virtù della buona condotta dimostrata in carcere. La difesa di Andrea Sempio ha annunciato di voler sollevare un difetto di incostituzionalità a fronte del rinvio a giudizio del loro assistito per un reato per il quale esiste già un condannato in via definitiva: pare che Liborio Cataliotti e Angela Taccia vogliano chiedere la sospensione dei termini dell’udienza preliminare in attesa che si risolva la questione della revisione per Stasi. Ma i due processi dovrebbero potersi svolgersi parallelamente, non essendo interdipendenti tra loro.

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