La richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi non cambia la linea della difesa di Andrea Sempio. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti sono già al lavoro sulle prossime mosse, a partire da una questione di legittimità costituzionale che potrebbe portare alla sospensione del procedimento. Intanto, il trentottenne ribadisce la propria innocenza: “Sono pronto e sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza”. Questo il messaggio fatto filtrare attraverso i suoi legali dopo la decisione della Procura di Pavia.
Il capo d’imputazione ricalca quanto già contestato nell’avviso di conclusione delle indagini. Sempio è accusato di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007, con le aggravanti della crudeltà, per “il numero e l’entità delle ferite inferte, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”, e dei motivi abietti, “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Sarà il giudice dell’udienza preliminare, che con ogni probabilità si terrà nel 2027, a stabilire se disporre il processo.
La difesa, però, intende affrontare anzitutto una questione procedurale. I legali chiederanno al gup di sospendere il procedimento e di investire la Corte costituzionale del caso, sollevando il problema della possibile coesistenza di due procedimenti per lo stesso delitto, quando esiste già una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi. Il rischio, secondo gli avvocati, è quello di creare un “mostro giuridico”. L’obiettivo è congelare l’udienza preliminare in attesa degli sviluppi del giudizio di revisione della condanna dell’ex fidanzato della vittima. L’istanza, non ancora depositata, dovrebbe essere presentata alla Corte d’Appello di Brescia a metà novembre.
Sul tavolo restano anche gli elementi raccolti dagli inquirenti guidati dal procuratore Fabio Napoleone. Tra questi il Dna maschile individuato sulle unghie della vittima e l’impronta 33, rilevata sulla scala della cantina della villetta di via Pascoli. Secondo la Procura sarebbe riconducibile a Sempio, mentre la difesa ne contesta l’attribuzione. Non è escluso che venga richiesta una nuova perizia. Al centro dell’inchiesta figurano inoltre le intercettazioni contenenti alcuni soliloqui - interpretati dagli investigatori come una confessione - e le tre telefonate effettuate dall’indagato all’abitazione dei Poggi nei giorni precedenti al delitto.
Cataliotti, intanto, non mostra preoccupazione per la decisione della Procura. “Siamo assolutamente pronti a fronteggiare queste imputazioni a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prova e infine il merito”, ha spiegato il legale, sottolineando che la richiesta di processo era “attesa” e che l’accusa risulta “conforme rispetto alle nostre previsioni”.
Resta infine da sciogliere il nodo del rito. La difesa dovrà valutare se chiedere il giudizio abbreviato, che consentirebbe uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna, oppure affrontare il rito ordinario davanti alla Corte d’Assise, qualora il gup disponga il rinvio a giudizio. Una scelta che arriverà dopo il primo confronto sulle questioni procedurali.
