Alessandro Piscopo, ex manager del modello Antonio Medugno, è indagato per revenge porn per la presunta diffusione delle chat e delle immagini Medugno-Signorini. Sentito oggi in procura a Milano dall'aggiunta Maria Letizia Mannella e Alessandro Gobbis, ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti. Si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere. Piscopo si è affidato all’avvocato Teodoro Reppucci nominandolo proprio difensore di fiducia.
Era stato Piscopo, come ha rivelato lui stesso al Giornale in un'intervista a dicembre scorso, a cedere a Corona le chat e le immagini dei dialoghi di cinque anni fa tra il modello Medugno e Signorini, poi trasmessi da Falsissimo. Medugno, sentito il 19 gennaio dopo la denuncia, aveva confermato ai pm quei presunti abusi e il "ricatto sessuale" che dice di aver subito nell'aprile 2021. Nelle indagini erano stati interrogati anche Corona e Signorini e poi sono arrivate anche querele a carico dell'ex agente fotografico per diffamazione in concorso con responsabili di Google, che non avrebbe rimosso da YouTube quei video su Signorini.
La procura di Milano starebbe vagliando anche la ricettazione, in concorso con Google Italia e Google Ireland, tra le accuse all'ex agente fotografico, per quegli attacchi a Signorini nei video.
Ipotesi da valutare sempre in ordine a presunte responsabilità del motore di ricerca e in relazione al caricamento di quelle puntate. La ricettazione punisce, infatti, coloro che ricevono "cose provenienti" da illeciti "al fine di procurare a sé o ad altri un profitto".