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Omicidio Pierina Paganelli: la nuora convocata in procura

Sarà riascoltata oggi Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, la 78 uccisa a Rimini nell’ottobre 2023. La donna è indagata per favoreggiamento

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Nuovo appuntamento in procura per Manuela Bianchi, indagata per favoreggiamento nell’ambito delle indagini relative all’omicidio della suocera, Pierina Paganelli, la 78enne uccisa in un vano tecnico nei pressi dei garage, all’interno del condominio in via del Ciclamino a Rimini, in cui entrambe abitavano in due appartamenti sullo stesso pianerottolo. Bianchi è accusata di avere dato risposte contraddittorie su cosa fece quella mattina in cui scoprì cadavere. Secondo la procura, prima di aprire la porta e ritrovare Pierina avrebbe incontrato Dassilva, che era il suo amante.

Bianchi sarà accompagnata dalla sua legale Nunzia Barzan. L’indagine nei confronti della donna è scattata il 4 marzo 2025 nel corso di un interrogatorio: la nuora della vittima avrebbe raccontato che il giorno dopo l’omicidio, l’attuale unico imputato Louis Dassilva, con il quale al tempo intratteneva una relazione extraconiugale, le avrebbe detto di non salire dai garage (il vano fa da raccordo tra i garage e le scale), perché per terra c’erano dei vetri rotti - sulla scena del crimine c’erano in effetti dei barattoli di conserva, caduti a Paganelli presumibilmente durante l’aggressione.

Stando alla narrazione di Bianchi, Dassilva, che è indagato per l’omicidio da giugno 2024 e in custodia cautelare in carcere dal luglio successivo, l’avrebbe anche istruita su come comportarsi. È stata Bianchi a trovare il cadavere e allertare i vicini, affermando di non riconoscere chi fosse la persona aggredita e uccisa. Questa testimonianza venne poi cristallizzata in incidente probatorio. Bianchi è stata ritenuta attendibile dagli inquirenti, ma a ottobre 2025 la Corte di Cassazione ha stabilito - con motivazioni rese note lo scorso 14 gennaio - che le sue dichiarazioni sarebbero contraddittorie, per cui si renderebbe necessario scavare più a fondo: il dubbio degli Ermellini è che la donna possa aver nutrito risentimento nei confronti di Dassilva per la fine della loro relazione.

In pratica, le indagini e il processo ruotano intorno alla figura di Manuela Bianchi, parte lesa in quanto nuora della vittima: Bianchi rappresenterebbe sia il movente di Dassilva - che secondo gli inquirenti avrebbe agito per impedire il presunto ingaggio di un investigatore privato da parte della suocera per far luce sulla relazione della nuora - sia la sua più grande accusatrice.

Al momento le indagini scientifiche hanno teso a escludere la presenza di Dassilva sulla scena del crimine, ma nell’ultima udienza si è stabilito di dover tornare sulla Cam 3, una telecamera di sorveglianza oggetto di un peculiare esperimento investigativo, che avrebbe escluso per ragioni di altezza che l’imputato sia l’uomo inquadrato nei minuti immediatamente successivi all’omicidio.

Al tempo stesso però nell’ultima udienza sono state ascoltate anche due amiche di Bianchi, peraltro richiamate all’ordine dalla corte d’assise affinché seguissero una narrazione

più lineare: una di loro avrebbe testimoniato che la relazione extraconiugale tra Bianchi e Dassilva si sarebbe interrotta un paio di mesi dopo il delitto, e che l’uomo l’avrebbe bloccata su tutti i social.

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