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Ruby Ter, oggi al via l'appello. Al centro il nodo sulla presunta corruzione

Le ex ospiti erano state sentite nei due processi sul caso Ruby come testimoni semplici. Ma avrebbero dovuto essere prima indagate per gli "indizi" sui presunti versamenti e poi essere ascoltate come testimoni assistite

Ruby Ter, oggi al via l'appello. Al centro il nodo sulla presunta corruzione
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Nuovo capitolo del Ruby Ter per ricostruire le condotte delle ragazze e verificare se si possa configurare la "corruzione in atti giudiziari" contestata alle giovani che avrebbero partecipato alle serate di Arcore, allora residenza di Silvio Berlusconi. Al via infatti oggi, giovedì 28 maggio - davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano presieduta da Enrico Manzi - l’appello del processo dopo che la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano che nel 2023 ha assolto gli imputati per corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio "perché il fatto non sussiste".

Il Ruby Ter vede 22 imputati, tra cui Karima El Mahroug e le cosiddette "olgettine" e l'ex legale di Ruby, l'avvocato Luca Giuliante. Nel febbraio 2023 erano stati tutti assolti dal Tribunale, ex premier Berlusconi compreso e per il quale non si procede più dopo la sua morte a giugno 2023. La decisione sarà basata su una questione giuridica, in quanto le ex ospiti delle nottate a base di "bunga-bunga" erano state sentite nei due processi sul caso Ruby, ormai quasi 15 anni fa, come testimoni semplici. Secondo i giudici della quarta penale, invece, avrebbero dovuto essere prima indagate per gli "indizi" sui versamenti ricevuti dal Cavaliere per mentire e, poi, essere ascoltate come testimoni assistite da legali.

Perciò il Tribunale ha dichiarato inutilizzabili i loro verbali e quindi le ha assolte, assieme a Berlusconi e Giuliante, dalla corruzione in atti giudiziari e dalle false testimonianze "perché il fatto non sussiste". Assoluzioni impugnate dalla Procura direttamente in Cassazione che, a sua volta, ha ribaltato il ragionamento giuridico di primo grado e ha disposto il nuovo processo in appello.

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