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Ruby Ter, al via l'appello. Si presenta la ex pm (in pensione) Tiziana Siciliano

Le ex ospiti erano state sentite nei due processi sul caso Ruby come testimoni semplici. Ma avrebbero dovuto essere prima indagate. Il legale di Loddo: "È vilipendio di cadavere"

Ruby Ter, al via l'appello. Si presenta la ex pm (in pensione) Tiziana Siciliano
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Nuovo capitolo del Ruby Ter per ricostruire le condotte delle ragazze e verificare se si possa configurare la "corruzione in atti giudiziari" contestata alle giovani che avrebbero partecipato alle serate di Arcore, allora residenza di Silvio Berlusconi. Al via infatti oggi, giovedì 28 maggio - davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano presieduta da Enrico Manzi - l’appello del processo dopo che la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano che nel 2023 ha assolto gli imputati per corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio "perché il fatto non sussiste". Dopo l'annullamento dell'assoluzione della Suprema Corte che ha accolto il ricorso "per saltum" della Procura di Milano ora i giudici Correrra-Bernazzani-Zappatini della seconda sezione penale d'appello devono decidere se accogliere l'istanza di riapertura dell'istruttoria processuale avanzata da tre difese: quelle di Ioana Claudia Amarghioalei, Barbara Faggioli e Roberta Bonasia che chiedono ai giudici di sentire numerosi testimoni e presentare documenti.

Tiziana Siciliano a sorpresa in aula

Il sostituto procuratore generale di Milano, Luca Poniz, e il pm Luca Gaglio che ha chiesto l'applicazione al secondo grado di giudizio si oppongono. A sorpresa si è presentata in Tribunale l'ex procuratrice aggiunta di Milano, Tiziana Siciliano, la magistrata oggi in pensione che ha coordinato l'inchiesta "Ruby ter". "Voglio arrivare fino alla fine e convincermi che questa cosa ha avuto un inizio e poi una durata irragionevole, come accade per i processi in Italia, ma che finirà e che non sarà una cosa sospesa sulle nostre teste e che rimarrà sui nostri figli", ha detto ai cronisti fuori dall'aula. Nessuna delle donne protagoniste di indagini e processi a carico del defunto leader di Forza Italia è oggi presente in aula, tranne Miriam Loddo. La Corte ha dato la parola ai numerosi legali delle ragazze per esprimersi sulla richiesta di riapertura dell'istruttoria, fra cui gli avvocati Jacopo Pensa, Ivano Chiesa, Fabio Giarda, Matias Manco, Solange Marchignoli e altri.

L'avvocato di Karima: "È molto affaticata"

“Lo stato d'animo di Karima è quello di chi è molto affaticato per questa vicenda: è chiaramente molto sofferente perché ogni volta che torna in auge il procedimento Ruby che sia uno, due o ter, per lei vuol dire rientrare in questo bailame. Era una ragazzina, oggi è una donna, ha due bimbi e quindi vorrebbe vivere serena e pensare sulla sua vita. Rifarsi una vita è difficilissimo, infatti soffre ogni udienza e ci chiede di relazionarla al termine perché per lei è difficile”, sono le parole a LaPresse di Paola Boccardi, legale di Karima El Mahroug, soprannominata ‘Ruby’, a margine dell’udienza del processo d’appello Ruby ter in corso a Milano.

Il legale di Loddo: "Questo processo è vilipendio di cadavere"

"Questo processo è vilipendio di cadavere, dovrebbero gestirlo dei necrofori non dei magistrati, sarebbe più serio". Così Marco De Giorgio, legale dell’ex showgirl Miriam Loddo, l’unica delle imputate presenti in aula per la prima udienza del processo d’appello del Ruby ter.

L'inchiesta

Il Ruby Ter vede 22 imputati, tra cui Karima El Mahroug e le cosiddette "olgettine" e l'ex legale di Ruby, l'avvocato Luca Giuliante. Nel febbraio 2023 erano stati tutti assolti dal Tribunale, ex premier Berlusconi compreso e per il quale non si procede più dopo la sua morte a giugno 2023. La decisione sarà basata su una questione giuridica, in quanto le ex ospiti delle nottate a base di "bunga-bunga" erano state sentite nei due processi sul caso Ruby, ormai quasi 15 anni fa, come testimoni semplici. Secondo i giudici della quarta penale, invece, avrebbero dovuto essere prima indagate per gli "indizi" sui versamenti ricevuti dal Cavaliere per mentire e, poi, essere ascoltate come testimoni assistite da legali.

Perciò il Tribunale ha dichiarato inutilizzabili i loro verbali e quindi le ha assolte, assieme a Berlusconi e Giuliante, dalla corruzione in atti giudiziari e dalle false testimonianze "perché il fatto non sussiste". Assoluzioni impugnate dalla Procura direttamente in Cassazione che, a sua volta, ha ribaltato il ragionamento giuridico di primo grado e ha disposto il nuovo processo in appello.

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