Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio per evasione fiscale. La decisione è stata presa dal gup di Roma e la Procura gli ha contestato di aver evaso circa 20 milioni di euro come amministratore di fatto dell'università telematica Unicusano. Secondo gli investigatori, la somma non sarebbe stata versata tra il 2018 e il 2020. Oltre a Bandecchi, andranno a processo altre tre persone. Il giudice ha fissato la prima udienza per il 4 giugno.
"Nessuna sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza", ha dichiarato il sindaco di Terni, difeso dagli avvocati Filippo Morlacchini e Ali Abukar. Il primo cittadino è stato eletto con il centrodestra alla guida del capoluogo umbro e passato ad Alternativa popolare dopo la rottura con gli alleati. La Procura lo considera amministratore di fatto dell'Unicusano fino al 2021. Dopodiché, avrebbe gestito l'ateneo da presidente del consiglio di amministrazione. La guardia di finanza ha sequestrato circa 21 milioni di fondi nel gennaio del 2023. Secondo l'accusa, Bandecchi avrebbe dovuto versare quella somma come Ires, poiché gli inquirenti considerano Unicusano una holding commerciale.
Secondo gli atti dell'inchiesta, il primo episodio di supposta evasione risalirebbe al 29 gennaio 2018, e lo schema si sarebbe ripetuto fino al 2022. Nel 2024, Bandecchi aveva rigettato le accuse. "Il mio lavoro lo faccio bene e, da bravissima persona quale sono, le persone che hanno perso il lavoro per quattro mesi saranno ancora pagati dall'università Nicolo Cusano. Io sono il responsabile di questa cosa e quindi so bene cosa vuol dire essere senza un lavoro", aveva dichiarato.
"Credo che magistratura e guarda di finanza hanno portato avanti un'indagine che per me, secondo me, fa totalmente schifo, è fatta male, e non risponde alla realtà al punto che gli stessi consulenti del magistrato hanno sostenuto che l'indagine fa schifo. Comunque, per quattro mesi noi pagheremo lo stipendio, quindi non piangete tutti. Nessun altro fa quello che faccio io, proprio per questo mi chiamo Stefano Bandecchi: io il mio lo faccio, gli altri no".