La sicurezza nelle stazioni è un tema quanto mai attuale a causa delle aggressioni che subiscono i viaggiatori, talvolta di natura predatoria e talvolta sessuale. Uno degli ultimi episodi arriva dall'Emilia Romagna e, se possibile, è ancora più agghiacciante perché la vittima è una ragazza disabile. Tutto è iniziato alla stazione di Modena, dove la giovane si trovava insieme a un'amica, dove la due ragazze sono state prese di mira da un tunisino di 39 anni: per tutto il tempo che sono state sulla banchina hanno subito apprezzamenti molto pesanti e anche molestie insistenti.
Le due erano in attesa del treno per Castelfranco e quando il convoglio è arrivato, lo straniero ha perfino cercato di impedire l'accesso al vagone della ragazza in sedia rotelle e solo l'intervento di un altro passeggero, che si è accorto della situazione e l'ha aiutata a salire, ha scongiurato il peggio. Tuttavia, per il tunisino la "caccia" non è finita lì, perché anche durante il viaggio è stato l'incubo della ragazza, arrivando a compiere a suo danno diversi abusi fisici, strofinandosi contro il suo braccio. Quando gli altri passeggeri si sono accorti di quanto stava accadendo hanno attirato l'attenzione del capotreno, che ha fermato il convoglio per 15 minuti pr riportare la situazione alla normalità e mettere in sicurezza la vittima.
Il treno ha poi proseguito la sua corsa e una volta giunto alla stazione di Castelfranco Emilia è stato preso in carico dai carabinieri. L'intervento degli altri passeggeri è stato fondamentale prima dell'arrivo dei militari, perché solo grazie a loro il tunisino non è riuscito a scappare e a fare perdere le sue tracce. Altri passeggeri, invece, hanno soccorso la vittima e la sua amica, in evidente stato di choc. I militari hanno arrestato il tunisino con l'accusa di violenza sessuale aggravata e interruzione di pubblico servizio. Il giudice del tribunale di Modena ha convalidato l'arresto dell'uomo e ne ha disposto la custodia cautelare in carcere in quanto il reato è stato commesso con l'aggravante di avere come vittima un soggetto fragile e di essere stato compiuto in un luogo pubblico.
Sebbene la prontezza dei passeggeri e l’intervento dei carabinieri abbiano evitato conseguenze ancora peggiori, resta la sensazione di una sicurezza diffusa, alimentata da soggetti pericolosi che troppo spesso considerano le donne come oggetti di loro proprietà.