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Abusi e segreti nella setta islamica del “nuovo Papa”: si allarga l’inchiesta choc

Nuovi inquietanti elementi emergono sul caso della setta islamica guidata dal leader che si proclama “nuovo Papa”. Dopo il maxi blitz con 500 agenti, l’inchiesta si concentra su presunti abusi, matrimoni forzati e sfruttamento denunciati da un’ex membro

Abusi e segreti nella setta islamica del “nuovo Papa”: si allarga l’inchiesta choc

È un nuovo capitolo, e il più pesante finora, nella vicenda della setta islamica Ahmadi Religion of Peace and Light (AROPL), venuta alla luce nei giorni scorsi. Dopo la vasta operazione della polizia britannica emergono nuovi particolari sul gruppo islamico. Due giorni fa, circa 500 agenti hanno fatto irruzione nella sede principale della comunità a Crewe, oltre che in altre proprietà collegate, nell’ambito di un’indagine su accuse gravissime: violenze sessuali, matrimoni forzati e sfruttamento assimilabile alla schiavitù. Secondo le autorità, sono state arrestate tra nove e dieci persone, uomini e donne di varie nazionalità, tra cui anche cittadini europei, tutte sospettate di reati collegati a una stessa vicenda denunciata da una donna, ex membro del gruppo. L’inchiesta nasce infatti da una segnalazione presentata a marzo da una donna oggi residente in Irlanda, che ha denunciato abusi subiti nel 2023 quando viveva all’interno della comunità. Le forze dell’ordine hanno chiarito un punto centrale, "Non si tratta di un’indagine sulla religione, ma sui comportamenti denunciati", ha spiegato il sovrintendente Gareth Wrigley, sottolineando anche che non esiste alcun rischio per la popolazione locale. Parallelamente, è stata avviata un’azione di tutela per i soggetti più vulnerabili, in particolare i numerosi minori che vivevano nel complesso, si stima infatti che siano decine i bambini presenti nella struttura, ora affidati ai servizi sociali.

I nuovi elementi

Un elemento chiave emerso dalle ultime informazioni è che tutte le accuse attualmente al vaglio degli investigatori ruotano attorno a un solo caso. La presunta vittima avrebbe subito abusi sessuali, coercizione e altre forme di sfruttamento durante la sua permanenza nella comunità nel 2023. Le autorità stanno ora ricostruendo i fatti e verificando eventuali responsabilità individuali, anche con il supporto di agenzie internazionali. Oltre agli arresti legati all’inchiesta principale, altre persone sono state fermate per reati minori di ordine pubblico durante le operazioni.

Una realtà già finita sotto osservazione

Il blitz arriva dopo settimane di crescente attenzione mediatica e politica sul gruppo, di cui si era già parlato anche nel nostro Paese. La AROPL era già stata oggetto di segnalazioni e preoccupazioni, sia per la sua struttura interna sia per il suo rapido sviluppo nel Regno Unito. Le autorità britanniche stanno inoltre valutando anche altri aspetti, tra cui questioni legate allo status legale e all’organizzazione interna del movimento.

Cos’è l’AROPL

Fondata nel 2015 da Abdullah Hashem Aba al-Sadiq, cittadino egiziano-americano, la Ahmadi Religion of Peace and Light si presenta come un movimento religioso di matrice sciita ma con tratti fortemente eterodossi. Il leader si proclama figura messianica, il Mahdi, e sostiene di essere anche il nuovo Papa e una guida universale per le religioni abramitiche. La setta, i cui membri indossano tutti berretti neri, combina elementi della teologia islamica con teorie del complotto sugli Illuminati e su presunti alieni che controllerebbero segretamente i presidenti degli Stati Uniti, mescolando così credenze religiose e visioni non convenzionali. Secondo i suoi seguaci, Hashem sarebbe in grado di compiere “miracoli”, tra cui guarire i malati e far scomparire la luna, mentre lui stesso invita i fedeli a contribuire economicamente al movimento, chiedendo di donare i propri stipendi o vendere i beni personali per sostenere la comunità.

La vita nella comunità

Dal 2021 il movimento ha stabilito il proprio quartier generale a Crewe, all’interno di un grande edificio storico che un tempo era un orfanotrofio. Qui vivevano stabilmente circa 150 membri, inclusi numerosi bambini, spesso istruiti all’interno della comunità stessa. Secondo testimonianze raccolte in precedenza, la vita interna sarebbe fortemente organizzata e, in alcuni casi, percepita come isolata rispetto all’esterno. Alcuni ex membri hanno parlato di pressioni per interrompere i rapporti con familiari e conoscenti non appartenenti al gruppo. La setta respinge però ogni accusa, sostenendo di essere un movimento pacifico e perseguitato a livello internazionale per le proprie idee su diritti e uguaglianza.

Chi è Abdullah Hashem, il leader che si proclama “nuovo Papa”

In questo contesto si inserisce la figura centrale del movimento: Abdullah Hashem Aba al-Sadiq, leader carismatico e fondatore della Ahmadi Religion of Peace and Light. Cresciuto negli Stati Uniti, nello stato dell’Indiana, Hashem si è fatto conoscere inizialmente come documentarista, realizzando inchieste su gruppi religiosi e sette. Nel 2008 fu anche coinvolto in una causa legale dopo aver girato un documentario sotto copertura su una religione legata agli UFO in Svizzera. Nel 2015 ha poi fondato il suo movimento religioso, proclamandosi il Mahdi, figura messianica dell’escatologia islamica, e attribuendosi un ruolo ancora più ampio: quello di guida universale e “nuovo Papa”, oltre che successore sia del profeta Maometto sia di Gesù. La sua predicazione passa in gran parte attraverso i social network, dove compare frequentemente in video rivolti anche ad altre confessioni religiose. In uno di questi, indirizzato ai cristiani, afferma: "Ascoltatemi e obbedite. Sono un messaggero inviato da Gesù Cristo. La Chiesa è corrotta e non difende più la legge di Dio né gli oppressi. Il papato è stato usurpato e il legittimo erede è stato messo da parte. Non c’è nessun altro a cui dovete obbedire oltre a me. Che Dio sia testimone che ho proclamato questo". Le immagini mostrano poi una folla che lo acclama, accompagnata dalla scritta: "Il nuovo Papa è qui".

Seguaci pronti a morire

Nel suo libro “The Goal of the Wise”, Hashem sostiene che i fedeli abbiano il “dovere” di contribuire economicamente al movimento, arrivando a donare l’intero stipendio, trattenendo solo il necessario per vivere, e a vendere le proprie proprietà per finanziare la creazione di uno “Stato divino”. Alcuni ex membri hanno raccontato di essere stati spinti a interrompere i rapporti con il mondo esterno e a sostenere economicamente il gruppo, una donna ha dichiarato di aver consegnato tutti i regali ricevuti per il matrimonio, mentre un altro ex aderente ha parlato di donazioni per circa 33.000 sterline. Le dottrine diffuse dal leader, raccontano di affermazioni controverse e non scientifiche, e la sua figura viene esaltata dai seguaci, che in alcuni video si definiscono suoi “soldati”, pronti a combattere e morire per lui. In un altro contenuto, un membro spiega: "È una scelta nostra. La chiamiamo padre e maestro perché è il nostro Imam nel nostro tempo e perché possiede lo Spirito Santo. È il rappresentante di Dio oggi". Hashem, che afferma di aver vissuto in diversi Paesi tra cui Stati Uniti, Egitto, Libano, Kuwait, Germania, Svezia e Regno Unito, sostiene di aver fondato il movimento per distinguersi da quelle che considera pratiche errate dell’Islam contemporaneo. Allo stesso tempo respinge le accuse più gravi rivolte al gruppo, dichiarando in un video: "Nessuno è mai stato costretto o abusato. Non mangiamo bambini, non beviamo sangue, come ci accusano; nulla di tutto questo è vero".

I precedenti

Prima di stabilirsi nel Regno Unito, il gruppo ha operato in diversi Paesi, tra cui Svezia, Germania ed Egitto. In Svezia, decine di membri avevano perso il permesso di soggiorno dopo indagini su attività legate ai visti e al lavoro. Nonostante questo, il movimento ha continuato a crescere anche grazie a una forte presenza sui social media, utilizzati per diffondere i propri contenuti e attrarre nuovi seguaci.

Sviluppi ancora in corso

L’operazione nel Cheshire rappresenta solo l’inizio di una fase investigativa che si preannuncia lunga e complessa.

Gli inquirenti stanno ora analizzando materiali e testimonianze raccolti durante le perquisizioni, mentre resta da chiarire se emergeranno ulteriori casi o responsabilità. Nel frattempo, il caso continua a sollevare interrogativi delicati soprattutto per la presenza dei numerosi minori e di accuse tutt’altro che leggere.

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