Leggi il settimanale

Begoña Gómez, moglie del primo ministro spagnolo, incriminata per corruzione: il caso scuote il governo Sánchez

Al centro della richiesta di rinvio a giudizio ci sono i legami tra Gómez e società che le avrebbero messo a disposizione software. Intanto Sánchez, in visita in Cina, riceve l’appoggio di Xi Jinping e commenta: "Confido che la giustizia faccia giustizia"

Begoña Gómez, moglie del primo ministro spagnolo, incriminata per corruzione: il caso scuote il governo Sánchez

Il giudice spagnolo Juan Carlos Peinado ha concluso il 13 aprile un’indagine durata circa due anni nei confronti di Begoña Gómez, moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Al termine degli accertamenti, la donna è stata formalmente incriminata con diverse accuse legate alla corruzione, tra cui appropriazione indebita e traffico di influenze. Secondo quanto emerge dagli atti, al centro dell’inchiesta ci sono i rapporti tra Gómez e alcune aziende private che le avrebbero fornito software gratuitamente. Per il giudice si tratterebbe di "una forma di pagamento mascherata", ipotesi che si collega al fatto che le stesse società avrebbero poi partecipato a numerose gare pubbliche.

I sospetti sull’uso del ruolo istituzionale

L’indagine approfondisce anche un altro aspetto ritenuto rilevante dagli inquirenti, il possibile utilizzo della posizione istituzionale. Secondo la ricostruzione del giudice, Gómez avrebbe sfruttato il suo ruolo di moglie del capo del governo per costruire una rete di relazioni utili alla propria attività professionale. In particolare, si ipotizza che il Palazzo della Moncloa possa essere stato utilizzato come una sorta di piattaforma per sviluppare contatti, ottenere finanziamenti e facilitare opportunità in ambito accademico e imprenditoriale. Tra i punti oggetto di verifica c’è anche la gestione di fondi privati legati a una cattedra universitaria co-diretta da Gómez presso l’Università Complutense, che secondo l’accusa sarebbero stati impiegati impropriamente per finalità personali.

La parole di Sánchez dalla Cina

La notizia dell’incriminazione ha raggiunto Pedro Sánchez e sua moglie durante una visita ufficiale in Cina. A Pechino, il premier ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping, con cui ha siglato un accordo di partnership strategica. Al termine dell’incontro, Sánchez ha commentato pubblicamente la vicenda giudiziaria, difendendo la moglie e invitando a lasciare spazio al lavoro della magistratura. "Il tempo rimetterà ogni cosa e ogni persona al suo posto. Io chiedo al sistema giudiziario di fare giustizia", ha dichiarato ai giornalisti presenti. Begoña Gómez, che accompagnava il marito durante la visita, ha invece scelto di non rilasciare dichiarazioni.

L’intesa con Xi Jinping e le tensioni internazionali

Durante la visita, il clima tra Pedro Sánchez e Xi Jinping è apparso particolarmente disteso. Il leader cinese ha elogiato la Spagna, affermando che "sta dalla parte giusta della storia" e invitando Madrid a opporsi alla cosiddetta "legge della giungla" nei rapporti internazionali. Sánchez ha rilanciato sottolineando le tensioni globali e denunciando violazioni del diritto internazionale. "Oggi si sta calpestando la legalità internazionale", ha affermato, aggiungendo che chi critica tali violazioni spesso riceve minacce. Il premier ha inoltre indicato nel governo israeliano uno dei principali responsabili delle violazioni in Medio Oriente.

Le reazioni in Spagna

Il caso ha inevitabilmente acceso il confronto politico e mediatico in Spagna. Il quotidiano La Vanguardia ha evidenziato come Gómez accompagni raramente il marito nei viaggi ufficiali, ma come le iniziative giudiziarie nei suoi confronti coincidano spesso con questi momenti pubblici. Dal governo, il ministro Félix Bolaños ha criticato duramente l’inchiesta, sostenendo che abbia "fatto vergognare molti cittadini, molti giudici e magistrati" e che abbia danneggiato la reputazione del sistema giudiziario. Di diverso avviso il quotidiano El Diario, che sottolinea come in due anni di indagini non sia emersa "una sola prova" di un arricchimento illecito. Il giornale ricorda inoltre che le verifiche sui conti della moglie del premier, comprese quelle su presunti fondi all’estero, avrebbero evidenziato un patrimonio complessivo limitato, pari a circa 21mila euro distribuiti su diversi conti.

Il rinvio a giudizio

La richiesta di rinvio a giudizio rappresenta un passaggio cruciale, ma non definitivo. Sarà ora la magistratura a stabilire se le accuse mosse nei confronti di Begoña Gómez troveranno conferma in sede processuale. Nel frattempo, il caso continua a intrecciarsi con la dimensione politica e internazionale del governo guidato da Pedro Sánchez, mantenendo alta l’attenzione sia in Spagna che all’estero.

Chi è Begoña Gómez

Quarantanove anni, Begoña Gómez, il cui nome completo è María Begoña Gómez Fernández, è nata a Bilbao e cresciuta a Valderas prima di trasferirsi a Madrid, dove ha intrapreso gli studi universitari in marketing, completati poi con un master in Business Administration. Dopo il percorso accademico, ha orientato la propria carriera verso il settore del non profit, specializzandosi nel fundraising per organizzazioni non governative. Nel corso degli anni ha collaborato come consulente con diverse Ong di rilievo internazionale, tra cui Oxfam Intermón, Amnesty International e Anesvad. Successivamente ha ricoperto il ruolo di direttrice del Centro Africa dell’Instituto de Empresa, ampliando il proprio profilo professionale anche in ambito accademico. Sul piano personale, coltiva diverse passioni, pratica pilates con costanza ed è molto interessata al mondo della moda, partecipando regolarmente alla Fashion Week di Madrid. Tra gli stilisti che predilige figurano Teresa Helbig, Moisés Nieto e Marcos Luengo. La sua relazione con Pedro Sánchez è nata in modo casuale durante una festa tra amici.

Nel 2005 è nata la loro prima figlia, Ainhoa, mentre l’anno successivo la coppia si è sposata con rito civile presso il Comune di Madrid. Nel 2007 è arrivata la seconda figlia, Carlota.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica