Un ragazzo di 14 anni è morto a Gerusalemme dopo che l'autista di un bus ha investito lui e altri ebrei ortodossi durante una proposta contro la leva obbligatoria. Altre tre persone sono rimaste ferite. La vittima si chiamava Yosef Eisenthal. L'autista del mezzo è stato arrestato sul posto. Poco prima avrebbe dichiarato: "Loro (i manifestanti ultra ortodossi, ndr) sono saliti sull'autobus e io ho cercato di scappare".
Quando si è verificato l'investimento centinaia di haredi (ultraortodossi) si erano radunati nella capitale israeliana, lungo Bar-Ilan Road e nelle strade adiacenti, per ribadire il loro no all'introduzione del servizio militare obbligatorio anche nei loro confronti.
"Stasera è stata oltrepassata una pericolosa linea rossa", ha detto il ministro della Cultura e dello Sport Miki Zohar in un post su X. "Nessun dibattito ideologico giustifica l'omicidio di un giovane ebreo".
La polizia israeliana ha affermato che, mentre gli agenti erano impegnati nel tentativo di sedare le rivolte, i manifestanti sono diventati rapidamente violenti nei confronti degli agenti.
La polizia riferisce che "un gruppo di rivoltosi ha iniziato a turbare violentemente l'ordine pubblico, bloccando le corsie di traffico, danneggiando gli autobus, bruciando i bidoni della spazzatura, lanciando oggetti e uova contro la polizia e i soldati della polizia di frontiera, gridando insulti e aggredendo i giornalisti che stavano lavorando sulla scena".
L'emittente Kan ha riferito che i suoi giornalisti si sono rifugiati in un negozio lì vicino per scappare e sono stati infine scortati in salvo dalla polizia di frontiera.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha promesso "un'indagine
approfondita" per fare chiarezza sulla vicenda. In una dichiarazione, Netanyahu ha espresso le sue condoglianze e ha chiesto di "impedire un'escalation di tensione, affinché, Dio non voglia, non si verifichino ulteriori disastri".