Alla fine anche per lui la tanto attesa liberazione è arrivata. Ma chi è Mario Burlò? Detenuto dal novembre del 2024, si tratta di un imprenditore torinese coinvolto in vari procedimenti giudiziari in Italia per presunti illeciti fiscali e finanziari: della sua reclusione in Venezuela si era venuti a conoscenza proprio durante uno di questi processi, perché risultava irreperibile.
Ancora non sono chiare le ragioni del suo arresto. Per gran parte del periodo trascorso in carcere non gli era stata formalmente contestata alcuna accusa; solo nel novembre 2025, nel corso di una visita consolare, Burlò aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio con vaghe imputazioni di terrorismo. In Italia Burlò è stato di recente assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e il tribunale di Torino ha stralciato la sua posizione nel processo sul crack dell’Auxilium basket, per il quale sono state condannate nove persone.
“Anche a nome dei familiari vogliamo esprimere il nostro apprezzamento per l'evolversi della situazione di Mario Burlò. Da mesi siamo costantemente informati dell'attività diplomatica esercitata per definire la situazione del nostro assistito e confidiamo che i reciproci sforzi possano portare presto alla sua liberazione”, avevano affermato poche ora fa gli avvocati Benedetto Buratti e Maurizio Basile legale della famiglia dell’uomo che si trovava detenuto in Venezuela. “Ci teniamo a ribadire che al signor Burlò non è stata formalizzata alcuna accusa e, anche per questo motivo, la detenzione deve terminare il più presto possibile”, avevano sottolineano i due penalisti.
Sulle condizioni di salute di Burlò si era espresso l'attivista colombiano dei diritti umani, Iván Colmenares García, arrestato in Venezuela nel 2024 e a casa dal 24 ottobre scorso. Nel penitenziario Rodeo, a trenta chilometri da Caracas, "si sta sempre nella cella, tranne un'ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ti ammanettano e ti mettono un cappuccio sulla testa.
Quando è arrivato, Alberto Trentini era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole di Sertralina (un antidepressivo, ndr). Mario è più bilanciato, riusciva a rimanere calmo. Burlò "è dimagrito 30 chili".