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Da Crans-Montana al Coconut Grove: gli incendi più gravi nei locali notturni

Nel corso degli anni, incendi in bar, discoteche e sale da concerto hanno provocato alcuni dei più gravi disastri civili, spesso aggravati da materiali infiammabili, sovraffollamento e dall’uso di effetti pirotecnici

Da Crans-Montana al Coconut Grove: gli incendi più gravi nei locali notturni
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La notte di Capodanno si è trasformata in tragedia nella località sciistica svizzera di Crans-Montana, dove un incendio scoppiato nel bar-discoteca La Constellation ha causato almeno 47 morti e oltre 100 feriti, secondo le autorità. Le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno del locale affollato, riaccendendo l’attenzione sui rischi legati alla sicurezza antincendio in spazi chiusi destinati all’intrattenimento.

Nel corso degli anni, incendi in bar, discoteche e sale da concerto hanno provocato alcuni dei più gravi disastri civili, spesso aggravati da materiali infiammabili, sovraffollamento e dall’uso di effetti pirotecnici. Qui alcuni degli incendi più gravi che hanno colpito i locali notturni.

Nel marzo 2025, un incendio seguito da una calca nel Pulse Club di Kocani, in Macedonia del Nord, ha provocato 63 morti e oltre 200 feriti. Le fiamme sarebbero state innescate da un effetto pirotecnico che ha colpito il tetto del locale durante una serata molto affollata. Nel dicembre 2025, un rogo in una discoteca di Arpora, nello Stato indiano di Goa, ha ucciso 25 persone, tra lavoratori della cucina e turisti, confermando come questi incidenti colpiscano spesso località di svago e turismo. Nel 2024, a Istanbul, 29 persone sono morte in un incendio scoppiato nella discoteca Masquerade, situata ai piani inferiori di un edificio residenziale di 16 piani, mentre il locale era chiuso per lavori di ristrutturazione.

Uno degli episodi più gravi in Europa resta l’incendio del club Colectiv di Bucarest, nell’ottobre 2015: 64 morti e circa 190 feriti dopo che effetti pirotecnici durante un concerto hanno incendiato il materiale fonoassorbente del soffitto. Nel 2013, oltre 200 persone morirono nella discoteca Kiss di Santa Maria, in Brasile. Anche in quel caso, una schiuma isolante prese fuoco rilasciando gas tossici letali in pochi minuti. In Russia, nel 2009, il rogo del club Lame Horse a Perm causò 152 vittime: l’incendio fu innescato da fuochi d’artificio che colpirono un soffitto decorato con materiali plastici.

Negli Stati Uniti, il riferimento storico resta il Cocoanut Grove di Boston, dove nel 1942 morirono 492 persone, il più grave incendio in un locale notturno nella storia del Paese. La tragedia portò a profonde riforme sulle norme di sicurezza, comprese uscite di emergenza e sistemi antincendio.

Nel 2003, l’incendio del Station Nightclub nel Rhode Island uccise 100 persone, ancora una volta a causa di fuochi d’artificio e materiali infiammabili. Tra gli episodi più drammatici in Europa figura anche l’attacco incendiario del 1998 a Goteborg, in Svezia, che causò 63 morti in una discoteca giovanile sovraffollata.

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