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Prime ammissioni

Crans Montana, Jacques Moretti: "La porta di servizio era chiusa. I pannelli fonoassorbenti li ho messi io"

Il titolare del locale Le Constellation, da venerdì in carcere per pericolo di fuga, è stato interrogato per più di sei ore. Ecco cosa ha detto agli inquirenti

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Prime ammissioni da parte di Jacques Moretti, titolare con la moglie del locale Le Constellation di Crans-Montana, il cui incendio è costato la vita a 40 persone. L'uomo, che com'è noto da ieri è in carcere, secondo quanto riferisce la tv RTS avrebbe confermato che l'uscita di servizio al piano terra era chiusa a chiave. Inizialmente si era parlato del fatto che Moretti aveva riconosciuto la chiusura a chiave dell’uscita di emergenza del seminterrato, ma poi si è saputo che ci si riferiva ad una porta di servizio al piano terra. Resta ancora il dubbio sull'uscita di emergenza del seminterrato, pure quella chiusa secondo alcuni testimoni.

Arrivato al locale dopo l’incendio Moretti ha raccontato di aver trovato diversi corpi senza vita ammassati davanti alla porta. Un altro dettaglio interessante emerge dal suo racconto agli inquirenti: l'imprenditore corso avrebbe detto di aver installato personalmente i pannelli di schiuma fonoassorbenti, quelli che hanno preso fuoco in pochi secondi a causa delle scintille fuoriuscite dalle candele pirotecniche posizionate sopra le bottiglie fatte passare, incautamente, vicinissime al soffitto.

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Il pubblico ministero ha disposto l'arresto di Moretti per "potenziale rischio di fuga". Per sua moglie, Jessica Maric, è stato richiesto il braccialetto elettronico in quanto deve occuparsi di un bambino di dieci mesi. I coniugi sono accusati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose.

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"Tenuto conto delle dichiarazioni del signor Moretti, del suo percorso di vita (ha precedenti pèer sfruttamento di prostituzione e altri reati) e della sua situazione in Svizzera e all'estero, il pubblico ministero ha ritenuto che il rischio di fuga fosse concreto", ha precisato ieri la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud. Da quanto risulta l'interrogatorio, durato oltre sei ore e la coppia si sarebbe mostrata collaborativa.

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