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Crans-Montana, il Comune si scusa. Ma una legge in vigore da 86 minuti può salvarlo

Dalla mezzanotte del 1 gennaio è valida la nuova legge 37 in base alla quale "l'autorità competente non risponde dei danni" derivanti dalla violazione delle disposizioni "da parte dei committenti e dei loro rappresentanti"

Crans-Montana, il Comune si scusa. Ma una legge in vigore da 86 minuti può salvarlo
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"Giustizia per quanto accaduto", è l'invocazione di Sergio Mattarella per la strage di giovanissimi di Crans-Montana. Ed è quello che chiedono i genitori, i familiari e gli amici di tutte le vittime, di quelle che non ce l'hanno fatta e di quelle che ancora cercano di sopravvivere alle terribili conseguenze dell'incendio. Le indagini proseguono, anche se a tratti in modo discutibile, ma quel che conta è arrivare a una verità che possa portare all'identificazione dei responsabili e, quindi, all'ottenimento della giustizia. Ma dalla Svizzera ora emerge un elemento che potrebbe fornire un importante scudo legale al Comune di Crans-Montana, finito al centro dell'attenzione perché responsabile dei controlli sulle strutture del suo territorio.

Tuttavia, esiste una legge entrata in vigore il primo gennaio, 86 minuti prima che a Le Constellation scoppiasse l'inferno, che potrebbe mettere il Comune in una posizione più riparata. Lo riferisce il quotidiano svizzero Blick, il quale sottolinea che alla mezzanotte del primo giorno dell'anno è in vigore il nuovo articolo 37, che al comma 5 (qui il testo normativo completo dal sito ufficiale del Canton Vallese) recita: "L'autorità competente non risponde dei danni derivanti dalla violazione delle disposizioni della presente legge da parte dei committenti e dei loro rappresentanti". Questa aggiunta minima rispetto alla legge che era in vigore fino alle 23.59 del 31 dicembre potrebbe schermare il Comune dai risarcimenti milionari alle vittime per mancata sorveglianza. Pascal Schmid, avvocato sentito dal quotidiano svizzero, conferma che, essendo entrata in vigore alla mezzanotte del 1 gennaio 2026, visto che l'inizio della causa è avvenuto in un momento successivo, per quanto di poco, la legge è valida per questa fattispecie.

Quindi, in estrema sintesi, il Comune potrebbe non essere riconosciuto colpevole. Tuttavia, prosegue Schmid, "non si può escludere che i tribunali in questo caso partano da un cosiddetto stato di fatto composto", quindi "potrebbero ritenere che il peso maggiore non risieda nell'incendio, ma nell'omessa attività di vigilanza, che si è verificata ancora sotto la vecchia legge". In questo caso non scatterebbe l'esclusione di responsabilità prevista dalla nuova legge 37. Il quotidiano svizzero si è rivolto al Cantone Vallese per chiedere chiarezze sulla nuova legge e dal Cantone è stato dichiarato che "non annulla la responsabilità delle autorità né in generale né in tutti i casi, mira piuttosto a ricordare la responsabilità primaria della committenza".

Secondo Schmid, "oltre alla responsabilità del Comune per omessi controlli, entra in considerazione anche una responsabilità del Cantone per omessi doveri di vigilanza". Nel frattempo le famiglie vogliono risposte e urlano la propria rabbia. "Sono più arrabbiata con il governo perché i delinquenti ci sono ovunque, ma il governo deve fare i controlli e lì la colpa è del Comune che non ha fatto i controlli", ha dichiarato la mamma di Riccardo Minghetti all'arrivo alla messa di commemorazione per le vittime italiane voluta da Giorgia Meloni. Nicole Bonvin Clivaz, vice sindaco di Crans-Montana, in una intervista rilasciata alla televisione svizzera Rts dopo le polemiche per la conferenza stampa tenuta dal sincaco Nicolas Féraud che non è scusato, ha voluto mandare un "messaggio di vicinanza alle famiglie che soffrono" e una richiesta di "perdono". Nel suo intervento ha voluto sottolineare che "non ci sono scuse per non aver chiesto scusa, quando si è sulla linea di fuoco a volte si è maldestri, ma oggi noi dobbiamo farlo: siamo con le famiglie, siamo con le vittime, queste persone che soffrono".

E sui controlli ha ammesso che "c'è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza ma sarà l'inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte".

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