Si tratta della tragedia aerea più grande della storia di Air France che ha visto la morte di 228 tra passeggeri (tra cui nove italiani) e membri dell’equipaggio del volo AF447 diretto Rio De Janeiro-Parigi del 1° giugno 2009. Quanto accaduto ormai 17 anni fa a bordo di un Airbus A-330 è tornato alla ribalta negli ultimi giorni dopo la sentenza della Corte d’Appello di Parigi che ha condannato la compagnia di bandiera francese e Airbus a risarcire le famiglie delle vittime alla somma di 225mila euro, la cifra massima.
Cosa è accaduto sull’Atlantico
In quella maledetta notte si sono uniti fattori tecnici ed errore umano che hanno dato il via allo schianto di un aereo moderno in mezzo all’oceano dopo quasi quattro ore di volo dal decollo da Rio. Dopo essere scomparso dai radar, l'aereo si è schiantato: alcuni rottami sono stati recuperati dalla Marina brasiliana poco dopo l'incidente, ma le scatole nere sono state ritrovate solo nel 2011 dopo un'estesa ricerca in acque profonde che ha coperto circa 10mila chilometri quadrati.
Le cause dell’incidente
Il report finale degli investigatori francesi ha stabilito che cristalli di ghiaccio avevano ostruito i tubi di Pitot, i sensori utilizzati per misurare la velocità dell'aereo. Questo episodio è avvenuto perché l’Airbus è entrato in un’area di maltempo: sebbene i piloti avessero parzialmente corretto la rotta, dopo aver visto sul radar un “muro” di cumulonembi, per qualche tempo quei sensori si sono ghiacciati smettendo di funzionare correttamente.
In questo modo, è venuta meno la connessione del pilota automatico e la visualizzazione di dati di velocità, diventati inaffidabili, nella cabina di pilotaggio.
L’errore umano
L'equipaggio ha reagito in modo errato alla situazione e l'aereo è entrato in “stallo”, situazione nella quale i piloti non sono più riusciti a riprendere il controllo. Il comandante era in pausa quando i copiloti, confusi dalle letture errate della velocità, hanno puntato per errore il muso dell'aereo verso l'alto invece di puntare nella direzione opposta provocando lo stallo. Il rapporto finale ha collegato l'incidente a una combinazione di problemi tecnici, addestramento insufficiente dell'equipaggio per uno scenario del genere e scarsa comunicazione tra i piloti in cabina di pilotaggio. Durante il processo, i pubblici ministeri hanno sostenuto che sia Air France che Airbus sono stati negligenti anche a causa di carenze nell'addestramento e di un insufficiente follow-up su precedenti incidenti che hanno coinvolto malfunzionamenti simili dei sensori.
Gli investigatori hanno concluso che i copiloti non avessero ricevuto una formazione adeguata per gestire la situazione. Da quel momento, la formazione dei piloti è stata migliorata e i sensori di velocità sono stati sostituiti.