Si stanno moltiplicando le ricostruzioni relative all’arresto di Nicolás Maduro. Il presidente del Venezuela è stato catturato grazie a un’operazione condotta da membri della Delta Force, l’unità d’élite delle forze speciali dell’esercito statunitense. I primi dubbi riguardano il luogo dove è avvenuto l'arresto. In base a quanto emerso nelle scorse ore, Maduro sarebbe stato prelevato dalle forze Usa mentre si trovava a bordo di un’automobile e stava rispondendo alle domande di alcuni giornalisti. Secondo la Cnn, invece, il numero uno di Caracas e la moglie sarebbero stati prelevati dalla loro camera da letto. Quest'ultima versione è stata confermata dal leader del partito al potere in Venezuela Nahum Fernández all'AP.
Altro dettaglio interessante: l’ex funzionario del Pentagono Brent Sadler ha sostenuto che l’operazione si sarebbe svolta senza una resistenza significativa da parte delle forze venezuelane. Considerata la principale unità speciale dell’esercito degli Stati Uniti, la Delta Force è nota per il suo impiego in missioni ad alto rischio e per operazioni antiterrorismo, tra cui quella del 2019 che portò all’uccisione del leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi.
Il contesto giudiziario che circonda la figura di Maduro è noto da anni. Nel 2020 gli Stati Uniti avevano annunciato una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura, dopo l’incriminazione in un tribunale federale di New York per narcoterrorismo e traffico di droga. La somma era stata successivamente aumentata a 25 milioni di dollari nel gennaio 2025, in concomitanza con l’avvio del suo controverso terzo mandato presidenziale, per poi arrivare a 50 milioni di dollari sotto l’amministrazione Trump, che aveva definito la taglia “storica”, accusando Maduro di legami diretti con i cartelli della droga.
Ad alimentare ulteriormente l’attenzione è stata la comparsa sui social network di un’immagine non verificata che mostrerebbe il presidente venezuelano tra due militari statunitensi, con le mani dietro la schiena, presumibilmente ammanettato. Nella foto, datata 3 gennaio 2026, alle spalle di Maduro si intravede un aereo militare, dettaglio che ha portato alcuni osservatori a ipotizzare che lo scatto possa essere stato realizzato durante un trasferimento negli Stati Uniti. L’autenticità dell’immagine è però oggetto di dibattito: diversi utenti della piattaforma X l’hanno definita un falso, mentre altri sostengono che, se confermata, dimostrerebbe che Maduro è vivo, come richiesto nelle scorse ore dalla vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez. Secondo quanto dichiarato dal procuratore generale statunitense Pam Bondi, Maduro dovrebbe affrontare la giustizia nei tribunali americani in relazione alle incriminazioni pendenti a New York.
Infine, una diversa interpretazione degli eventi è stata proposta da fonti interne all’opposizione venezuelana citate da Sky News, secondo le quali la cattura e il trasferimento del presidente fuori dal Paese sarebbero il risultato di un’“uscita negoziata”, più che di un’operazione militare unilaterale.
In assenza di conferme ufficiali, la vicenda resta dunque avvolta da numerose zone d’ombra, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi di una situazione che potrebbe segnare un punto di svolta nella crisi politica venezuelana.