Forti esplosioni hanno scosso Caracas nella notte tra venerdì e sabato. Almeno sette boati, accompagnati dal rumore di velivoli a bassa quota, sono stati uditi intorno alle 2 del mattino ora locale (le 7 in Italia), secondo quanto riferito da testimoni e da giornalisti presenti sul posto.
In diversi quartieri della capitale venezuelana le persone sono scese in strada, richiamate dal frastuono e dalle vibrazioni percepite in più zone della città. I media Usa hanno riferito che l'attacco è stato ordinato dal presidente Trump.
Machado: "Pronti a prendere il potere con transizione democratica"
"Oggi siamo pronti a esercitare il nostro mandato e a prendere il potere. Restiamo vigili, attivi e organizzati fino al completamento della Transizione Democratica. Una transizione che ha bisogno di tutti noi". È quanto scrive in una nota la leader dell'opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace María Corina Machado. "Venezuelani che si trovano nel nostro Paese, siate pronti a mettere in pratica quanto vi comunicheremo prossimamente attraverso i nostri canali ufficiali", aggiunge, "abbiamo bisogno che i venezuelani all'estero si mobilitino, che attivino i governi e i cittadini del mondo e li impegnino ora nella grande operazione di costruzione del nuovo Venezuela. In queste ore cruciali, vi prego di accettare tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio amore. Restiamo vigili e in contatto".
Israele, congratulazioni a Usa, Trump leader mondo libero
"Israele si congratula con gli Stati Uniti per l'operazione, guidata dal Presidente Trump, che ha agito in qualità di leader del mondo libero". Lo afferma in un post su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. "In questo momento storico, Israele è al fianco del popolo venezuelano che ama la libertà e che ha sofferto sotto la tirannia illegale di Maduro.Israele accoglie con favore la rimozione del dittatore che guidava una rete di narcotraffico e terrorismo e auspica il ritorno della democrazia nel Paese e l'instaurazione di relazioni amichevoli tra i due Stati. Il popolo venezuelano merita di esercitare i propri diritti democratici. Il Sud America merita un futuro libero dall'asse del terrore e del narcotraffico", afferma il capo della diplomazia israeliana.
Incriminati negli Usa Maduro, la moglie e il figlio dopo la cattura
È stata resa pubblica un’incriminazione federale che coinvolge il presidente venezuelano Nicolás Maduro, sua moglie Cilia Flores e altre quattro persone, poco dopo la loro cattura da parte delle forze statunitensi nel loro stesso Paese. L’annuncio è stato diffuso online dalla procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, riporta la Cnbc. “Per oltre 25 anni, i leader del Venezuela hanno abusato delle loro posizioni di fiducia pubblica e corrotto istituzioni un tempo legittime per importare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti”, si legge nel documento. L’incriminazione è stata depositata presso il Tribunale federale di Manhattan e coinvolge, oltre a Maduro e Cilia Flores, anche il figlio del presidente, Nicolás Ernesto Maduro Guerra, Diosado Cabello Rondón, Ramón Rodríguez Chacín e Héctor Rusthenford Guerrero Flores. Secondo l’atto, “Nicolás Maduro Moros guida oggi un governo corrotto e illegittimo che, per decenni, ha sfruttato il potere statale per proteggere e promuovere attività illegali, incluso il traffico di droga”. Il documento sottolinea inoltre che tale traffico ha arricchito e consolidato l’élite politica e militare venezuelana, citando esplicitamente il ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace Diosado Cabello Rondón e l’ex ministro dell’Interno e della Giustizia Ramón Rodríguez Chacín.
Guterres, la cattura di Maduro crea un pericoloso precedente
Il Segretario Generale dell'Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il fatto che "il diritto internazionale non sia stato rispettato" nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Usa. Lo fa sapere il portavoce in una nota. L'operazione americana crea un "pericoloso precedente", secondo Guterres, che ha invitato "tutti gli attori in Venezuela a impegnarsi in un dialogo inclusivo, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto".
Venezuela all'Onu accusa Usa di condurre una guerra coloniale
In una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu, il Venezuela ha accusato gli Stati Uniti di condurre una "guerra coloniale" volta a distruggere il suo governo e a saccheggiare le sue risorse naturali, comprese le più grandi riserve petrolifere del mondo. Il rappresentante permanente di Caracas al Palazzo di Vetro, ambasciatore Samuel Moncada, ha scritto al collega della Somalia Abukar Dahir Osman, presidente del Consiglio di Sicurezza per il mese di gennaio, affermando che l'azione americana viola "in modo flagrante la Carta Onu". Moncada ha poi accusato gli Stati Uniti di usare menzogne ;;per fabbricare guerre, definendola "una tirannia internazionale imposta attraverso la propaganda della morte".
Mosca chiede il rilascio di Maduro: è presidente legittimamente eletto
Alla luce delle conferme sulla presenza del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie negli Stati Uniti, il ministero degli Esteri russo ha emesso una nota in cui "si esorta la leadership statunitense a rilasciare il presidente legittimamente eletto di un Paese sovrano". Il ministero ha inoltre sottolineato "la necessità di creare le condizioni per risolvere eventuali problemi esistenti tra Stati Uniti e Venezuela attraverso il dialogo".
Parigi: la cattura di Maduro viola il diritto internazionale
"Nessuna soluzione politica durevole può essere imposta dall'esterno". Lo afferma il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot commentando i raid americani in Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro. "L'operazione militare che ha portato alla sua cattura viola il principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale", ha scritto il ministro in un messaggio su Twitter: "La Francia ribadisce che nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall'esterno e che solo i popoli sovrani decidono del loro futuro".
Trump: "Valuteremo se Machado può guidare il Venezuela"
"Valuteremo se per Machado sarà possibile guidare il Paese, al momento hanno un vicepresidente": lo ha detto Donald Trump a Fox, riferendosi alla leader dell'opposizione venezuelana che ha vinto il Nobel per la pace.
Gli Usa chiudono lo spazio aereo dei Caraibi per i voli di linea
La Federal Administration Aviation ha chiuso lo spazio aereo dei Caraibi per i voli di linea.
Trump: "Un nostro elicottero colpito, un paio di feriti"
Un elicottero americano è stato colpito durante l'operazione in Venezuela ma nessun velivolo è stato perso: "Sono tornati tutti". Lo ha detto Donald Trump sottolineando che non ci sono state vittime americane ma un "paio di ragazzi" sono stati feriti. "Credo che non ci siano stati morti, un paio di ragazzi sono rimasti feriti ma sono tornati e a quanto pare stanno abbastanza bene", ha messo in evidenza Trump.
Mosca, vicepresidente Rodríguez non è in Russia
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un commento a al quotidiano Izvestia ha smentito le notizie secondo cui la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodríguez, si troverebbe in Russia. Allo stesso tempo, il ministero degli Esteri ha fornito un resoconto di una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il ministro russo Sergej Lavrov e il vicepresidente facente funzione della Repubblica bolivariana del Venezuela. "Sergej Lavrov ha espresso ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all'aggressione armata".
Pechino: ferma condanna per i raid americani in Venezuela
La Cina "condanna con fermezza" i raid americani sul Venezuela. Lo hanno reso noto le autorità di Pechino.
Trump: "Saremo fortemente coinvolti nel petrolio di Caracas"
Gli Usa saranno "fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela": lo ha detto Donald Trump. Come noto, Caracas ha le più grandi riserve petrolifere del pianeta.
Media, Maduro in tribunale a New York già lunedì
Secondo quanto riportato da Fox News, il presidente venezuelano Nicolás Maduro potrebbe comparire per la prima volta davanti alla corte federale di Manhattan, a New York, già lunedì. I tempi potrebbero cambiare, ma per ora la sua apparizione avverrà "probabilmente lunedì", ha appreso Fox News.
Trump rassicura Xi dopo blitz in Venezuela: "Avranno il petrolio"
Donald Trump ha detto in una intervista a Fox che ha buoni rapporti con Xi e che la Cina non avrà problemi con l'operazione in Venezuela. "Otterranno il petrolio", ha assicurato. Pechino è uno dei principali importatori del greggio di Caracas.
Trump: "Ora prossimi passi, saremo molto coinvolti in futuro Paese"
Dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, gli Stati Uniti stanno valutando quali saranno le prossime mosse per il Venezuela. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump in un’intervista a Fox News, sottolineando che Washington avrà un ruolo centrale nel futuro del Paese: "Saremo molto coinvolti", ha affermato, Trump, spiegando che "non possiamo correre il rischio di lasciare che qualcun altro prenda il suo posto e si appropri di ciò che lui ha lasciato o lasciato incompiuto”. La dichiarazione arriva mentre l’amministrazione statunitense lavora alla fase successiva all’operazione che ha portato all’arresto del leader venezuelano.
Trump: "Valutiamo le opzioni per la leadership del Venezuela"
"Stiamo a valutando le opzioni di leadership per il Venezuela", Lo ha detto Donald Trump, assicurando che gli Stati Uniti non permetteranno a nessuno del regime di succedere a Maduro.
Media, la vicepresidente del Venezuela Rodriguez è in Russia
La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez è in Russia, hanno dichiarato quattro fonti a conoscenza dei suoi spostamenti, riferisce Reuters sul suo sito. Il fratello, Jorge Rodríguez, capo dell'Assemblea nazionale, si trova a Caracas, secondo quanto riferito da tre fonti a conoscenza della sua posizione. Delcy Rodríguez è apparsa in un messaggio audio alla televisione di Stato in mattinata, chiedendo prove che Maduro e sua moglie Cilia fossero ancora vivi, mentre Jorge Rodríguez non è più comparso in pubblico dopo l'attacco.
Trump: "Maduro è diretto a New York"
Nicolas Maduro è diretto a New York. Lo afferma Donald Trump in un'intervista a Fox.
Nyt: fonte all'interno del governo venezuelano monitorava Maduro
Una fonte della Cia all'interno del governo venezuelano ha monitorato Nicolas Maduro nei giorni e nei momenti prima della cattura da parte delle forze americani. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti.
Maduro e la moglie prelevati dalla loro camera da letto
Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati prelevati dalla loro camera da letto dalle forze statunitensi durante il raid che ha portato alla loro cattura. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali la coppia è stata catturata nel cuore della notte, mentre dormiva.
Trump: "Ho seguito l'operazione in tempo reale, nessuna vittima Usa"
"Ho guardato l'operazione (in Venezuela) in tempo reale da Mar-a-Lago". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che non ci sono state "vittime" americane. Il presidente menziona comunque alcuni feriti.
Media, in corso preparativi per portare Maduro a New York
Una squadra dell'Fbi era con le forze speciali americane che hanno condotto l'operazione per catturare il presidente Nicolas Maduro e ora sono in corso i preparativi per portare Maduro a New York, dove affronterà le accuse a suo carico. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
Vance: "Non si sfugge alla giustizia negli Usa perché si vive a Caracas"
"Maduro è oggetto di varie incriminazioni negli Stati Uniti per narcoterrorismo. Non si può sfuggire alla giustizia negli Stati Uniti solo perché si vive in un palazzo a Caracas". Lo afferma JD Vance su X rispondendo a chi ritiene l'operazione in Venezuela illegale.
Von der Leyen, sosteniamo transizione democratica in Venezuela
"Seguendo da vicino la situazione in Venezuela, siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Insieme all'Alta rappresentante Kaja Kallas e in coordinamento con gli Stati membri dell'Ue, ci assicuriamo che i cittadini dell'Ue nel Paese possano contare sul nostro pieno sostegno". Lo afferma sui social la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Cnn, amministrazione Trump notifica a Congresso operazione Maduro
Secondo quanto affermato da una fonte vicina alla questione, l'amministrazione Trump ha iniziato a notificare ai vertici del Congresso e ai comitati chiave l'operazione di detenzione del presidente venezuelano Nicolás Maduro dopo il fatto. Lo riporta la Cnn. La giustificazione fornita dall'amministrazione è stata l'autorità del presidente Donald Trump ai sensi dell'articolo II della Costituzione degli Stati Uniti, che stabilisce che il presidente è il comandante in capo delle forze armate statunitensi. Questa mattina presto, il senatore repubblicano statunitense Mike Lee dello Utah ha pubblicato sui social media che il Segretario di Stato Marco Rubio gli ha detto che l'azione era volta a proteggere il personale statunitense che cercava di arrestare Maduro ed è legale ai sensi dell'articolo II. Nelle precedenti azioni militari degli Stati Uniti, le amministrazioni presidenziali hanno informato i leader del Congresso prima dell'evento, ma l'amministrazione Trump spesso non lo ha fatto. In una precedente intervista, ricorda la Cnn, il capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, aveva dichiarato a Vanity Fair che gli attacchi degli Stati Uniti in Venezuela avrebbero richiesto l'approvazione del Congresso.
Il Messico condanna le azioni Usa in Venezuela
Il governo del Messico ha condannato e respinto con fermezza le azioni militari condotte unilateralmente nelle ultime ore dalle forze armate degli Stati Uniti contro obiettivi situati in territorio venezuelano. In una nota ufficiale, Città del Messico ha sottolineato che tali operazioni costituiscono una violazione dell'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, che vieta l'uso della forza nelle relazioni internazionali. Lo rendono noto i principali media del paese latinoamericano. Richiamandosi ai principi della propria politica estera e alla storica vocazione pacifista del Paese, il Messico ha rivolto un appello urgente al rispetto del diritto internazionale e dei principi e degli scopi sanciti dalla Carta dell'Onu, chiedendo la cessazione immediata di qualsiasi atto di aggressione contro il governo e il popolo venezuelani. Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha inoltre ricordato che l'America Latina e i Caraibi sono stati dichiarati zona di pace e che ogni intervento militare rappresenta un serio rischio per la stabilità dell'intera regione. Città del Messico ha ribadito che il dialogo e il negoziato sono le uniche vie legittime ed efficaci per risolvere le controversie e ha invitato le Nazioni Unite ad agire senza indugio per favorire una de-escalation delle tensioni.
Lula, operazione Usa inaccettabile, precedente pericoloso
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha definito “inaccettabili” i bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. Secondo Lula, questi atti rappresentano una grave violazione della sovranità venezuelana e costituiscono un precedente estremamente pericoloso per l’intera comunità internazionale. "Attaccare un Paese in flagrante violazione del diritto internazionale è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità, dove la legge del più forte prevale sul multilateralismo", ha dichiarato il presidente brasiliano su X. Lula ha sottolineato che la condanna all’uso della forza è coerente con la posizione storica del Brasile in situazioni simili in altre regioni. L’operazione americana ricorda i peggiori momenti di interferenza nella politica dell’America Latina e dei Caraibi e minaccia la preservazione della regione come zona di pace. Il presidente ha invitato la comunità internazionale, tramite le Nazioni Unite, a reagire con vigore e ha ribadito che il Brasile è disponibile a promuovere il dialogo e la cooperazione per risolvere la crisi.
Usa non hanno dato un preavviso alla Colombia per il Venezuela
Gli Stati Uniti non hanno dato alcun preavviso alla Colombia sul lancio della loro operazione in Venezuela. Lo riportano i media americani, sottolineando comunque che la Colombia era consapevole di potenziali piani per catturare Maduro.
Ministro esteri Venezuela, confermiamo vittime civili e militari
"Possiamo confermare che ci sono vittime mortali, civili e militari. Ci sono danni in installazioni civili e militari", conseguenze di "un attacco realmente smisurato e codardo, della codardia di chi non ha la ragione". E' quanto ha detto il ministro venezuelano degli Esteri, Yvan Gil, in dichiarazioni all'emittente radiofonica nazionale spagnola Rne, dopo gli attacchi odierni degli Stati Uniti in Venezuela.
Media Usa, attacchi anche in stati venezuelani Miranda, Aragua e La Guaira
Gli attacchi militari Usa in Venezuela hanno riguardato non solo Caracas ma anche i tre stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Lo riferiscono i media Usa.
La Colombia schiera truppe al confine
Dopo l'attacco degli Stati Uniti in Venezuela "le forze dell'ordine sono state dispiegate al confine, così come tutte le risorse assistenziali a nostra disposizione in caso di un afflusso massiccio di rifugiati". È quanto ha reso noto il presidente della Colombia Gustavo Petro in un post su X.
Maduro e la moglie incriminati a New York
Nicolas Maduro e sua moglie sono stati incriminati a New York. Lo ha detto la ministra della Giustizia Usa, Pam Bondi, secondo quanto riportato dai media americani.
Maduro era stato incriminato nel 2020 a New York, ma non era noto che lo fosse stata anche sua moglie. Durante il primo mandato di Trump, il Dipartimento di Giustizia aveva accusato Maduro in diverse incriminazioni di aver effettivamente trasformato il Venezuela in un'organizzazione criminale al servizio di trafficanti di droga e gruppi terroristici, mentre lui e i suoi alleati rubavano miliardi dal Paese sudamericano. La divulgazione coordinata delle accuse contro 14 funzionari e persone legate al governo, e le ricompense di 55 milioni di dollari per Maduro e altri quattro, hanno attaccato tutti i punti chiave di quello che l'allora procuratore generale William Barr aveva definito il 'regime corrotto venezuelanò, compresa la magistratura dominata da Maduro e le potenti forze armate. Un atto di accusa dei pubblici ministeri di New York afferma che Maduro e il capo del partito socialista Diosdado Cabello, presidente dell'assemblea costituente che approva senza discutere, hanno cospirato con i ribelli colombiani e i membri dell'esercito “per inondare gli Stati Uniti di cocaina” e utilizzare il traffico di droga come “arma contro l'America”.
Cnn, Cia ha rintracciato Maduro, ok Trump da diversi giorni
Il presidente Donald Trump ha dato il via libera diversi giorni fa alla cattura di Nicolas Maduro e la missione è stata portata a termine dalla Delta Force dell'esercito, secondo una fonte vicina alla vicenda, come riporta la Cnn, aggiungendo che la sua posizione è stata rintracciata dalla Cia, alla quale Trump aveva dato l'autorizzazione per attività segrete all'interno del Venezuela alcuni mesi prima. Maduro è stato arrestato negli Stati Uniti per essere processato, ha dichiarato la fonte. Non era chiaro dove si trovasse esattamente questa mattina.
Berlino, seguiamo la situazione in Venezuela con preoccupazione
Il ministero degli Esteri tedesco segue "con grande preoccupazione" la situazione in Venezuela, "che viene monitorata costantemente" e che è "in parte ancora poco chiara". Lo riporta il quotidiano Bild, spiegando come il ministro degli Esteri è in contatto con l'ambasciata tedesca a Caracas. Riunita l'unità di emergenza del governo e "siamo in stretto contatto con i nostri alleati".
Il capo dello Stato ha riferito che, "come membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cerchiamo di convocare il Consiglio", ribadendo che "il governo della Colombia respinge l'aggressione alla sovranità del Venezuela e dell'America Latina". Petro ha richiamato "il principio dell'autodeterminazione dei popoli, che è alla base del sistema delle Nazioni Unite", sottolineando che "i conflitti interni tra i popoli li risolvono gli stessi popoli in pace". Rivolgendosi infine ai venezuelani, il presidente colombiano ha invitato "a trovare i cammini del dialogo civile e della sua unità", affermando che "senza sovranità non c'è nazione" e che "la pace è la strada". "Dialogo e più dialogo è la nostra proposta", ha concluso.
Alleanza bolivariana condanna attacco Usa in Venezuela, "atto di guerra"
L'Alleanza bolivariana per i Popoli della Nostra America-Trattato di commercio dei Popoli (Alba-Tcp) ha condannato quella che definisce una "gravissima aggressione militare" perpetrata dagli Stati Uniti contro il Venezuela. In un comunicato diffuso a Caracas, l'organismo regionale ha denunciato attacchi aerei condotti nelle prime ore del 3 gennaio contro obiettivi civili e militari nella capitale e in altri Stati del Paese. Secondo l'Alba-Tcp, si tratterebbe di un "atto criminale di guerra" in aperta violazione della Carta delle Nazioni Unite, tale da minacciare la pace e la stabilità dell'intera America Latina e dei Caraibi. L'alleanza accusa Washington di perseguire una politica di intervento militare e cambio di regime finalizzata al controllo delle risorse strategiche venezuelane, in particolare petrolio e oro. Nel documento si chiede una presa di posizione ferma dei governi e degli organismi internazionali, il cessate il fuoco immediato e si invita alla mobilitazione globale davanti alle sedi diplomatiche statunitensi e venezuelane.
Media, i raid Usa non hanno colpito l'industria petrolifera
Stando alle prime valutazioni, la produzione e la raffinazione del petrolio della compagnia energetica statale venezuelana Pdvsa stanno funzionando normalmente e le sue strutture più importanti non hanno subito danni dagli attacchi statunitensi per rimuovere il presidente Nicolás Maduro. Lo riporta il Guardian che cita la Reuters. Il porto di La Guaira, vicino alla capitale Caracas, uno dei più grandi del paese ma non utilizzato per le operazioni petrolifere, avrebbe invece subito gravi danni, ha affermato una delle due fonti sentite da Reuters.
Media, Maduro era in auto poco prima di essere catturato
Poco prima di essere catturato Nicolas Maduro era a bordo di un'auto e rispondeva alle domande dei giornalisti. Lo afferma l'ex del pentagono Brent Sadler su Fox sottolineando che non ci sarebbe stata stata quasi nessuna resistenza da parte dei venezuelani.
Nyt: in operazione Usa in Venezuela morti e feriti
L'operazione americana in Venezuela ha causato morti e feriti fra la popolazione locale, ma il numero preciso non è ancora chiaro. Lo riporta il New York Times.
Cdu: gli Usa abbandonano definitivamente l'ordine basato sulle regole
"Con il presidente Trump, gli Stati Uniti abbandonano definitivamente l'ordine basato sulle regole che ci ha caratterizzato dal 1945. Il Venezuela è certamente uno Stato non democratico, ma non è l'Iran, che minaccia l'esistenza dei paesi vicini come Israele", lo ha detto al quotidiano tedesco Bild il parlamentare della Cdu Roderich Kiesewetter e membro della commissione Esteri del Bundestag. Che ha anche aggiunto: "Con l'attacco in Venezuela gli Stati Uniti ritornano alla vecchia dottrina statunitense antecedente al 1940. Un'idea basata sulle zone di influenza nelle quali vige la legge del più forte e non il diritto internazionale". Kiesewetter ha anche ammonito l'Europa: "Noi europei dobbiamo emanciparci in larga misura dagli Stati Uniti e, grazie alla nostra forza, rispettare e far rispettare il diritto nella nostra area di responsabilità. Dobbiamo sostenere pienamente partner come il Canada e la Danimarca, che è sotto pressione da parte degli Stati Uniti a causa della Groenlandia. Trump sta distruggendo ciò che resta della fiducia negli Stati Uniti".
Venezuela: chiesta riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu
Il Venezuela ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in risposta all'attacco degli Stati Uniti al Paese. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Yván Gil Pinto, come riporta la Cnn. “Nessun attacco codardo prevarrà sulla forza di questo popolo, che ne uscirà vittorioso”, ha affermato su Telegram, condividendo la lettera inviata all'Onu.
Media, poche ore prima dell'attacco Maduro ha incontrato una delegazione cinese
Solo poche ore prima che le esplosioni scuotessero Caracas, il 2 gennaio il presidente Nicolás Maduro ha tenuto un incontro di tre ore con Qiu Xiaoqi, inviato speciale della Cina dal presidente Xi Jinping. Lo riporta Cnn in lingua spagnola. All'incontro al Palazzo Miraflores hanno partecipato anche l'ambasciatore cinese in Venezuela, Lan Hu, e Wang Hao, funzionario del Ministero degli Affari Esteri; per il Venezuela era presente anche la vicepresidente esecutiva del Paese, Delcy Rodríguez. Le discussioni si sono concentrate sul rafforzamento della cooperazione bilaterale, sulla revisione di oltre 600 accordi esistenti in materia di energia, commercio e infrastrutture e sulla riaffermazione di partenariati strategici nel contesto della pressione esercitata dagli Stati Uniti sul Venezuela. La presenza dell'inviato a Caracas durante gli eventi successivi non è stata confermata, sebbene la sua delegazione fosse ancora impegnata in colloqui ad alto livello.
Rubio non prevede ulteriori azioni in Venezuela
Il segretario di stato Marco Rubio non prevede "ulteriori azioni in Venezuela" ora che Nicolas Maduro è stato catturato. Lo riferisce il senatore repubblicano Mike Lee dopo aver parlato con Rubio.
Madrid si offre come mediatrice e lancia un appello alla descalation
Il governo della Spagna ha lanciato "un appello alla descalation e alla moderazione", dopo gli attacchi militari degli Stati Uniti in Venezuela ed esorta "ad agire sempre nel rispetto del Diritto Internazionale e ai principi della Carta delle Nazioni Unite". Lo segnala il ministero degli Esteri in un comunicato. Il governo di Pedro Sanchez informa che "la Spagna è disposta a prestare i suoi buoni uffici per ottenere una soluzione pacifica e negoziata all'attuale crisi". Nella nota il ministero sottolinea che l'esecutivo spagnolo "è in permanente contatto" con il suo personale diplomatico in Venezuela e "in attesa di conoscere la situazione della colonia spagnola nel Paese". "La Spagna ricorda di non aver riconosciuto i risultati delle elezioni del 28 luglio 2024 e di aver sempre sostenuto le iniziative per raggiungere una soluzione democratica per il Venezuela", si evidenzia inoltre nel comunicato. Si sottolinea, infine, che Madrid "ha accolto e continuerà ad accogliere decine di migliaia di venezuelani che hanno dovuto abbandonare il paese per motivi politici e che che è disposta ad aiutare nella ricerca di una soluzione democratica, negoziata e pacifica per il Paese".
Media: "Uscite di scena negoziata"
Fonti dell'opposizione venezuelana hanno affermato a Sky News di ritenere che la cattura di Nicolas Maduro sia stata il risultato di "un'uscita di scena negoziata".
Usa, nessuna vittima americana nell'operazione in Venezuela
Nell'operazione in Venezuela non ci sono state vittime americane. Lo afferma un funzionario americano citato dal New York Times, senza però pronunciarsi su eventuali vittime venezuelane.
Media, nessun militare Usa caduto negli attacchi
Un funzionario statunitense ha dichiarato al New York Times che non ci sono state vittime americane nell'operazione in Venezuela. Il funzionario non ha voluto commentare eventuali vittime venezuelane.
Usa: per il Venezuela è una nuova alba
È una "nuova alba" per il Venezuela: "Il tiranno se n'è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini". Lo ha detto il vice segretario di stato americano Christopher Landau.
Wsj, vicepresidente Delcy Rodriguez è sana e salva
La vicepresidente Delcy Rodriguez sarebbe sana e salva dopo una serie di esplosioni che hanno scosso la capitale e colpito installazioni militari in tutto il Paese. Lo ha riferito una fonte vicina al governo venezuelano, come riporta il Wall Street Journal.
Trump: "La cattura di Maduro un'operazione brillante"
"Una buona pianificazione e truppe eccellenti. E' stata un'operazione brillante". Lo ha detto Donald Trump in merito alla missione con cui è stato catturato Nicolas Maduro in un'intervista riportata dal New York Times. A chi gli chiedeva se avesse chiesto l'autorizzazione al Congresso per agire e quali fossero i prossimi passi per il Venezuela, Trump ha risposto che avrebbe affrontato questi temi durante la conferenza stampa.
Maduro catturato da membri della Delta Force
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato sabato mattina presto da membri della Delta Force, la principale unità speciale dell'esercito statunitense. Lo hanno riferito funzionari statunitensi a Cbs News. La Delta Force, un'unità d'élite che fa capo all'esercito statunitense, è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l'ex leader dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi.
Usa chiedono ai propri cittadini nel Paese di restare a casa
Il Dipartimento di Stato ha invitato i cittadini statunitensi in Venezuela a mettersi al riparo nelle prime ore di sabato mattina, come riporta la Cbs. In un avviso pubblicato sul suo sito web , il dipartimento ha affermato che l'ambasciata statunitense a Bogotà, in Colombia, era "a conoscenza di segnalazioni di esplosioni a Caracas, in Venezuela e nei dintorni". Da mesi gli Stati Uniti mettono in guardia i propri cittadini dal recarsi in Venezuela, citando il rischio di "detenzione ingiusta, tortura durante la detenzione, terrorismo, sequestro di persona, applicazione arbitraria delle leggi locali, criminalità, disordini civili e scarse infrastrutture sanitarie".
Trump, Maduro e la moglie catturati e trasferiti fuori dal Paese
Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, insieme alla moglie, "è stato catturato e trasferito fuori dal Paese. L’operazione è stata realizzata in coordinamento con le forze di polizia statunitensi. Seguiranno ulteriori dettagli. Oggi alle 11 (ora locale) terrò una conferenza stampa a Mar-a-Lago. Grazie per l’attenzione". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth, confermando che gli Stati Uniti hanno condotto un attacco su larga scala sul Venezuela
Il governo venezuelano invita i sostenitori a scendere in piazza
Il governo venezuelano ha invitato i propri sostenitori a scendere in piazza dopo le esplosioni che hanno colpito Caracas. "Popolo in strada!", si legge in una nota ufficiale. "Il governo bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare piani di mobilitazione e a respingere questo attacco imperialista". Nel comunicato si afferma inoltre che il presidente Nicolás Maduro ha ordinato "l’attuazione di tutti i piani di difesa nazionale" e ha dichiarato "uno stato di agitazione esterno". La misura di emergenza consente al capo dello Stato di sospendere alcuni diritti e di ampliare il ruolo delle forze armate.
Il presidente Trump conferma l'attacco in Venezuela
Il presidente americano, in un post sul social Truth, ha confermato i raid aerei Usa contro il Paese governato da Nicolas Maduro
Media, colpiti porto e basi militari a Caracas
Basi militari di Caracas e un importante porto venezuelano sono stati colpiti dagli attacchi statunitensi. Lo, afferma l'opposizione politica venezuelana. David Smolansky, portavoce della leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, ha dichiarato alla Cbc News che tra i luoghi colpiti figurano i seguenti: Fuerte Tiuna — la principale base militare di Caracas; La Carlota: la principale base aerea di Caracas; El Volcán — antenna di segnale; Porto di La Guaira: un porto marittimo sulla costa caraibica.
Petro: "A Caracas colpito il Parlamento e il sito del mausoleo a Chavez"
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha scritto su X che sarebbero stati colpiti in Venezuela obiettivi istituzionali e militari a Caracas, tra cui il Palacio Federal Legislativo sede del Parlamento e il Cuartel de la Montaña, dove si trova il mausoleo di Hugo Chávez. Petro riferisce inoltre dell'attivazione del piano di difesa al palazzo presidenziale Miraflores. Petro lo indica come un "bilancio al momento confermato", elencando i singoli siti colpiti.
Mosca: attacco in Venezuela viola diritto internazionale
"Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga (quest'ultima è confermata da un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite). Pertanto, l'attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale". Lo ha scritto il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta del Parlamento) Konstantin Kosachev sul suo canale Telegram, riportato da Tass. "Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l'ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere", ha aggiunto Kosachev.
Testimone: terminato l'attacco aereo a Caracas
"I bombardamenti sopra Caracas sono cessati alle 4 del mattino (ora locale, ndr): da circa un'ora non si sentono più i rumori dei jet militari ad altissima quota, entrati in azione per circa due ore". Lo riferisce all'ANSA un italiano residente da tempo in Venezuela. Un primo bilancio del blitz indica che queste azioni si sono concentrate sulle aree militari, principalmente a Caracas e nelle zone circostanti la capitale. Non ci sono notizie ufficiali di morti o feriti.
Maduro autorizza "la lotta armata contro l'aggressione imperialista"
"Nicolás Maduro ha disposto che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento e nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legge organica sugli Stati di Eccezione e dalla legge sulla Sicurezza della nazione", si legge in una nota ufficiale del governo di Caracas. In tal senso, il presidente ha firmato e ordinato l'attuazione del decreto che dichiara lo stato di 'agitazione esternà in tutto il territorio nazionale, e passare immediatamente alla lotta armata. L'intero Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista".
Ambasciata a Caracas agli italiani: non uscite di casa
L'Ambasciata d'Italia a Caracas invita gli italiani in Venezuela "a non uscire di casa ed evitare gli spostamenti". Lo ha detto l'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, intervenendo a Rai News24. "La situazione è incerta e invitiamo i connazionali a contattare l'ambasciata e i consolati", ha aggiunto sottolineando che "la priorità in questo momento è l'incolumità" dei connazionali nel Paese. Si tratta - ha aggiunto - di circa 160 mila persone in tutto il Paese, alcuni con doppio passaporto, e alcuni "expat per ragioni di lavoro e turismo".
Cuba si schiera con Maduro dopo l'attacco Usa
Cuba si schiera apertamente a fianco del presidente de facto Nicolás Maduro Moro, suo principale alleato regionale, condannando l'azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela. A prendere posizione è stato il ministro degli Esteri dell'Avana, Bruno Rodríguez, che ha denunciato quello che ha definito un "attacco criminale" di Washington, sollecitando una reazione "urgente" della comunità internazionale. In un messaggio pubblicato sul suo account ufficiale su X, Rodríguez ha affermato che Cuba "denuncia e chiede un'immediata risposta internazionale contro l'aggressione degli Stati Uniti al Venezuela", sostenendo che la cosiddetta "Zona di pace" dell'America Latina e dei Caraibi sia stata "brutalmente assaltata". Il capo della diplomazia cubana ha parlato di "terrorismo di Stato" contro il "coraggioso popolo venezuelano" e contro la "Nostra America", richiamando la retorica storica dell'alleanza tra L'Avana e Caracas. Il messaggio si conclude con lo slogan rivoluzionario "Patria o Morte, vinceremo!".
Un testimone: "Tutta la terra ha tremato, è orribile"
"Tutta la terra ha tremato. È orribile. Abbiamo sentito esplosioni e aerei". Lo ha raccontato Carmen Hidalgo, un'impiegata di 21 anni di Caracas, con la voce tremante. La donna stava ritornando con due parenti da una festa di compleanno questa notte quando sono iniziate le esplosioni sul capitale venezuelana: "Ci sentivamo come se l'aria ci colpisse".
Media Usa, attacco a Caracas ordinato da Trump
Il presidente Trump ha ordinato attacchi contro siti all'interno del Venezuela, tra cui alcune strutture militari. Lo hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News, mentre l'amministrazione intensifica la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Anche Fox News ha riferito che funzionari dell'amministrazione Trump, rimasti anonimi, hanno confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi.
Presidente della Colombia chiede riunione urgente dell'Onu
In seguito alle segnalazioni di esplosioni nella capitale venezuelana Caracas, il presidente della vicina Colombia ha parlato di un attacco al Venezuela. "In questo momento Caracas è sotto bombardamento. Allerta per tutti: il Venezuela è stato attaccato. Stanno lanciando missili", ha scritto il capo di Stato Gustavo Petro su X. "L'Organizzazione degli Stati Americani e le Nazioni Unite dovrebbero incontrarsi immediatamente", ha chiesto.
Caracas: gli Usa puntano al nostro petrolio, li respingeremo
"L'obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno". Lo scrive il governo di Nicolas Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington. "Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un 'cambio di regimè, in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti", aggiunge la nota.
Incendi e fumo e colpite aree militari a Caracas
Numerose esplosioni e incendi hanno colpito aree militari nell'area metropolitana di Caracas nelle prime ore di sabato mattina. Lo riporta un giornalista dell'ANSA sul posto. Nel quartiere 23 de Enero, nella zona ovest di Caracas, dove si concentrano gruppi chavisti, è stata segnalata una forte esplosione accompagnata da sirene e sorvoli di aerei. Si sono verificati incidenti anche all'Accademia Militare di Mamo, a La Guaira, a 40 chilometri dalla capitale. Altre zone colpite includono la base aerea La Carlota e l'aeroporto di Higuerote, con esplosioni di minore entità.
Caracas: "Gravissima aggressione militare degli Stati Uniti"
Il Governo del Venezuela "denuncia la gravissima aggressione militare" degli Stati Uniti. Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto "mobilitazione" della popolazione dopo l'attacco.
Tajani: "Seguiamo situazione a Caracas, presidente Meloni è informata"
"Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l'evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni costantemente informata. Unità di crisi della Farnesina operativa". Lo scrive su X in ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Medi: almeno sette esplosioni su Caracas
Almeno sette esplosioni e aerei a bassa quota sono stati uditi intorno alle 2 del mattino, ora locale, nella capitale venezuelana Caracas. Lo scrive Reuters sul suo sito. Non è stato immediatamente chiaro cosa ci fosse dietro le esplosioni. Il governo venezuelano, il Pentagono e la Casa Bianca non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.