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Dal Messico al Canada: ecco la nuova "pipeline" del fentanyl che spaventa gli Usa

Le rotte del traffico di fentanyl stanno cambiando. I cartelli messicani e le reti cinesi utilizzano il porto di Vancouver come hub per spedire la droga negli Stati Uniti e in Asia...

Dal Messico al Canada: ecco la nuova "pipeline" del fentanyl che spaventa gli Usa
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Negli ultimi anni le rotte internazionali del fentanyl, il potente oppioide sintetico, hanno visto un cambio significativo. Le autorità statunitensi hanno recentemente notato come le reti di cartelli messicani e le organizzazioni criminali cinesi stiano utilizzando il porto di Vancouver, in Canada, come un hub chiave per trafficare questa droga negli Stati Uniti e nell'Asia-Pacifico. Questa nuova "pipeline" del fentanyl ha sollevato preoccupazioni tra le forze di polizia, che affermano che Vancouver sta diventando un punto di transito cruciale per il narcotraffico. Secondo fonti investigative statunitensi, molti carichi di pillole di fentanyl e precursori chimici partono dal porto di Mazatlán, in Messico, diretti a Vancouver, da dove vengono successivamente spediti verso i porti occidentali degli Stati Uniti, camuffando l'origine canadese per eludere i controlli doganali americani.

La nuova rotta del fentanyl

La crescente influenza indiretta della Cina nelle reti di traffico di droga, spiega nel dettaglio la newsletter The Bureau, è evidente, con precursori chimici che arrivano direttamente dal paese asiatico a Vancouver, passando talvolta per il Messico, ma in molti casi senza fare fermate intermedie. Le autorità statunitensi accusano il governo canadese di non affrontare adeguatamente la portata del problema, riducendo l'importanza della sua posizione come punto di transito per il fentanyl. La preoccupazione è che il Canada stia diventando un anello debole nella lotta contro il traffico di droga, dato il suo status di partner commerciale fidato degli Stati Uniti, che permette ai carichi di passare senza troppi ostacoli doganali.

Secondo le dichiarazioni di un investigatore statunitense coinvolto in inchieste internazionali sul fentanyl, i cartelli messicani starebbero sfruttando la reputazione del Canada per mascherare la provenienza dei carichi, rendendo più difficile per le autorità statunitensi intercettare la droga prima che arrivi negli Stati Uniti. Ma il cambiamento nelle rotte di traffico di fentanyl è anche il risultato di azioni sempre più aggressive da parte delle autorità statunitensi, che hanno intensificato la lotta contro il traffico di droga attraverso il confine meridionale e nelle rotte marittime.

Riflettori sul Canada

Le dichiarazioni di esperti come Derek Maltz, ex direttore della DEA, confermano che, mentre gli Stati Uniti stanno chiudendo alcune rotte, i cartelli si stanno adattando, spostando i loro carichi attraverso il Canada. Questo fenomeno è visto come una risposta al rafforzamento dei controlli negli Stati Uniti, ma anche come una conseguenza della mancanza di una risposta incisiva da parte delle autorità canadesi. In questo scenario, il Canada rischia di diventare un punto di passaggio sempre più strategico per i trafficanti di fentanyl, con ripercussioni gravi per la sicurezza pubblica sia in Nord America che a livello globale.

Oltre al traffico di fentanyl, Washington ha messo in evidenza un'altra preoccupazione: il coinvolgimento sempre più profondo delle reti criminali cinesi nei traffici di droga globali. Le organizzazioni cinesi non solo forniscono i precursori chimici per la produzione di fentanyl, ma gestiscono anche reti sofisticate per la distribuzione e il trasporto delle droghe attraverso diversi continenti. La combinazione tra il Messico, che produce la droga, e il Canada, che funge da punto di transito, crea una "pipeline" globale che non solo minaccia la salute pubblica, ma complica anche gli sforzi di contrasto da parte delle forze dell'ordine.

Secondo le stesse fonti, il traffico di fentanyl potrebbe essere solo la punta dell'iceberg, con altre

sostanze pericolose che potrebbero seguire la stessa rotta. Questo scenario evidenzia la necessità di una maggiore cooperazione tra Stati Uniti, Canada e Messico per affrontare un problema che ha ormai dimensioni internazionali.

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