Gli inglesi continuano le loro proteste nel sud del Paese contro l’immigrazione clandestina che penetra attraverso il canale della Manica. Nel weekend proteste si sono registrate a Dover, dove migliaia di persone con il volto coperto dai passamontagna si sono ritrovate per bloccare il terminal dei traghetti. Lo stesso è accaduto nelle scorse ore a Portsmouth, dove ieri sera si è registrata la stessa scena ma qui le proteste si sono protratte a lungo e i manifestanti sono perfino riusciti a fermare alcuni barchini.
Secondo quanto reso noto dalla BBC, imbarcazioni con a bordo 120 migranti circa sono state respinte sia dal porto di Portsmouth sia da quello di Southampton, dopo essere state intercettate al largo dell’isola di Wight. A nulla sono valsi gli appelli della Rnli (Royal National Lifeboat Institution), organizzazione che si occupa dei recuperi in mare al pari di quelle che operano nel Mediterraneo centrale. Le barche sono state dirottate su uno scalo minore, quello di Eastney, dove tuttavia il gruppo è rimasto bloccato a causa di picchetti organizzati da alcuni dimostranti per bloccare le strade circostanti. Dopo gli sbarchi, infatti, i migranti cercano di darsi alla fuga per far perdere le proprie tracce: un tentativo che effettuano spesso anche in Sardegna approfittando dei sentieri e delle strade poco battute. Anche sull’isola italiana c’è stato un “respingimento” di migranti nel weekend, quando nella spiaggia di Santa Margherita di Pula alcuni bagnanti hanno costretto uno scafista a invertire la rotta prima dello sbarco, impedendo al gruppo di una decina di migranti a bordo di scendere a terra. Non è noto dove quel barchino abbia fatto scendere gli irregolari.
Le autorità non hanno ufficialmente confermato l’episodio, che risulta essere avvenuto fra domenica e lunedì, né hanno dato notizie sulla sorte finale dei richiedenti d’asilo asseritamente coinvolti nella vicenda. La polizia e il ministero dell’Interno britannico sono stati accusati di essere stati “colti di sorpresa” dalle proteste anti-migranti dello scorso fine settimana, mentre aumentano le richieste di vietare automaticamente ai manifestanti di coprirsi il volto. La Rnli ha precisato che interviene sui barconi solo su richiesta della Guardia costiera e che questi soccorsi rappresentano circa l’1% delle sue uscite annuali.
