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Profanata una statua di Gesù in Libano: bufera sull'Idf

Israele conferma l’autenticità dell’immagine diventata virale in rete e annuncia un’indagine interna

Profanata una statua di Gesù in Libano: bufera sull'Idf
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Bufera sull’Idf. In una immagine diventata virale in rete nelle ultime ore si vede un militare in uniforme mentre colpisce una statua di Gesù con un grande martello. Secondo quanto ricostruito, l’episodio sarebbe avvenuto durante le operazioni di demolizione condotte dall’esercito di Tel Aviv nel sud del Libano. Le forze armate hanno descritto tali interventi come attività di “bonifica dell’area” da infrastrutture riconducibili a Hezbollah. In base a quanto confermato dalla comunità cristiana di Ain Ebel, l’episodio sarebbe avvenuto a Debel, villaggio cristiano maronita situato vicino al confine, circa sei chilometri a nord-ovest della località israeliana di Shtula.

In una prima dichiarazione pubblicata su X, il portavoce militare - il tenente colonnello Nadav Shoshani - aveva scritto: "Se questa è davvero una foto reale e recente, condanniamo l’azione come non in linea con i valori delle Forze di Difesa Israeliane e con il comportamento che ci si aspettiamo dai nostri soldati". Lo stesso portavoce aveva aggiunto che si stava già "indagando in modo approfondito". Successivamente, l’amministrazione di Debl ha confermato all’Afp che la statua si trovava nel villaggio al momento dell’evacuazione. Dopo alcune ore di verifiche, è arrivata anche la conferma ufficiale da parte dell’esercito israeliano: "A seguito di un esame preliminare, è stato accertato che questa fotografia ritrae un soldato delle forze israeliane in missione nel sud del Libano".

L’episodio si inserisce nel contesto delle recenti tensioni al confine tra Israele e Libano. Tel Aviv ha assunto il controllo di varie aree del sud del Paese, roccaforte di Hezbollah, dopo l’attacco lanciato dal movimento filo-iraniano il 2 marzo in risposta all’offensiva israelo-americana contro Teheran. Nella stessa comunicazione, l’Idf ha precisato che "saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili, in conformità con i risultati dell'indagine", assicurando di affrontare il caso con "la massima severità". L’esercito, si legge ancora, "rimetterà a posto la statua" e ha ribadito di "non avere alcuna intenzione di danneggiare edifici o simboli religiosi".

Si tratta di "un gesto vergognoso" secondo il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar: "Mi congratulo con l'Idf per la sua dichiarazione, per aver condannato l’incidente e per aver avviato un’indagine sulla vicenda. Sono certo che saranno adottate le misure severe necessarie nei confronti di chiunque abbia compiuto questo atto riprovevole. Questo gesto vergognoso è in totale contrasto con i nostri valori". "Israele è un Paese che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri e sostiene la tolleranza e il rispetto tra le fedi. Ci scusiamo per questo incidente e con ogni cristiano i cui sentimenti siano stati feriti", ha aggiunto il ministro israeliano.

Ferma condanna anche da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Bene il ministro degli Esteri israeliano Sa'ar che ha condannato con grande fermezza, annunciando provvedimenti disciplinari, il grave atto compiuto da un soldato dell'Idf che distrugge a martellate una statua di Gesù in un villaggio cristiano nel Sud del Libano". "Un violento accanimento contro i cristiani che in Medioriente rappresentano uno strumento di pace", ha proseguito il vicepremier: "Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai più. Profanare i simboli del cristianesimo, dell'ebraismo e dell'Islam non è una manifestazione di forza ma solo di debolezza, contraria a tutti i principi in favore della libertà e del dialogo interreligioso".

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana: "Si tratta di un gesto vergognoso, che colpisce i sentimenti di milioni di fedeli. Prendiamo atto della condanna espressa dal ministro Sa'ar, auspicando che sia fatta piena chiarezza sull’accaduto".

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