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La violenza degli antifascisti: 23enne pestato a morte per aver difeso le attiviste di destra

A Lione un 23enne in morte cerebrale dopo il brutale pestaggio dei collettivi a Lione. L'accusa: "Tra gli aggressori un collaboratore della sinistra radicale"

La violenza degli antifascisti: 23enne pestato a morte per aver difeso le attiviste di destra
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In Europa nel 2026 l’antifascismo può arrivare a uccidere. È quanto accaduto a Lione dove un giovane di 23 anni di nome Quentin ha ricevuto questa mattina l’estrema unzione ed è in coma farmacologico in stato di morte cerebrale dopo essere stato picchiato giovedì sera da un gruppo di antifascisti.

Tutto è iniziato con una conferenza organizzata da Rima Hassan, eurodeputata di La France Insoumise, il partito di Mélenchon, presso Sciense Po a Lione. Fuori dall’evento si è svolta una protesta pacifica del collettivo femminista identitario Némèsis presieduto da Alice Cordier con uno striscione con lo slogan “Fuori gli islamo-sinistrorsi dalle nostre università" .

Al sit in erano presenti 5/6 ragazze del collettivo e alcuni ragazzi volontari che si erano posizionati nei paraggi per garantire la sicurezza nel caso in cui le attiviste fossero state prese di mira. Diversi gruppi antifascisti si sono opposti alla presenza delle giovani trascinando a terra e mettendo le mani al collo a una delle ragazze (come si evince da alcuni video pubblicati sui social).

La situazione è degenerata quando Quentin D. e un altro giovane che garantivano la sicurezza delle attiviste sono stati inseguiti e picchiati mentre lasciavano la zona. Come racconta “le Figaro”: “Quentin è stato fatto inciampare e scaraventato a terra, riportando inizialmente ferite alla testa, prima di essere ripetutamente preso a calci una volta a terra, provocando ulteriori ferite. Il suo amico, leggermente ferito, ha iniziato ad accompagnarlo a casa e poi ha chiamato i soccorsi quando Quentin ha perso conoscenza sulla via del ritorno. Quentin è stato ricoverato in condizioni critiche per un'emorragia cerebrale”.

La situazione è precipitata nel corso della notte e questa mattina il giovane ha ricevuto l’estrema unzione ed è stata dichiarata la morte cerebrale suscitando un'enorme ondata di emozione in Francia.

Il collettivo Némésis in un comunicato stampa individua una precisa regia politica dietro l’attacco: “Le nostre attiviste hanno riconosciuto tra gli aggressori un uomo di nome Jacques Elie Favrot, collaboratore del deputato di La France insoumise Raphaël Arnault e membro attivo della

Jeune Garde Antifasciste”.

Essere conservatori oggi in Europa è sempre più pericoloso, prima ti marginalizzano, poi ti ostracizzano, infine arrivano anche a mettere in pericolo la tua vita, il tutto in nome dell’antifascismo.

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