La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha invitato governi e istituzioni a mantenere sangue freddo e rigore analitico in un contesto globale caratterizzato da crescente volatilità, sottolineando la necessità di prepararsi a scenari alternativi senza però evocare una rottura dell’ordine economico internazionale.
Intervenendo al panel conclusivo del World Economic Forum di Davos, Lagarde ha ribadito quello che ha definito il compito fondamentale di banchieri centrali ed economisti: “Il nostro dovere è distinguere i segnali dal rumore”. Un messaggio pronunciato al termine di una settimana che la stessa presidente della BCE ha definito “estremamente interessante e stimolante, ma anche molto confusa”.
Secondo Lagarde, l’abbondanza di dati, dichiarazioni e previsioni rischia di offuscare la lettura della realtà economica. “Sentiamo circolare molti numeri, ma devono essere definiti con precisione. Quando si parla di tassi di crescita molto elevati, nella maggior parte dei casi si tratta di dati nominali”, ha spiegato, sottolineando la necessità di depurarli dall’inflazione per ottenere una misura affidabile della crescita reale. “Abbiamo una responsabilità verso la verità: dobbiamo essere onesti sui numeri che utilizziamo, affidarci alle analisi dei nostri team e comunicare in modo chiaro”.
Nel suo intervento, Lagarde ha anche preso le distanze dalla lettura pessimistica avanzata dal primo ministro canadese, Mark Carney, secondo cui l’economia globale sarebbe già entrata in una fase di frattura strutturale. “Non siamo esattamente sulla stessa pagina”, ha affermato. “Dal mio punto di vista, anche grazie a 25 anni di esperienza nel mondo del business, siamo arrivati a un momento in cui i policymaker devono guardare a un piano B, o addirittura a più piani B. Ma questo non significa parlare di rottura”.
La presidente della BCE ha insistito sull’interdipendenza delle economie globali, richiamando la solidità dei legami tra fornitori e compratori e la necessità di analizzare con lucidità vulnerabilità e dipendenze. “Dobbiamo identificare molto più chiaramente le debolezze, i punti dolenti, le dipendenze e i margini di autonomia”, ha detto, indicando questo lavoro come base per rafforzare la resilienza economica attraverso piani di contingenza credibili. Un approccio che, ha ricordato, è condiviso anche da altri decisori europei, tra cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Il richiamo al rigore nei dati è apparso anche come una risposta indiretta al dibattito acceso sulle prospettive di crescita, in particolare negli Stati Uniti, dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che aveva parlato di un’economia americana “in esplosione” citando una stima di crescita del 5,4% nel quarto trimestre. “Questa settimana c’è stato molto rumore”, ha osservato Lagarde, ribadendo che solo un’analisi accurata dei numeri reali può guidare decisioni economiche e politiche efficaci.
"Nutro una grande fiducia e un grande affetto per il popolo americano e so che, alla fine, i valori profondamente radicati prevarranno. Questa è la mia speranza e la mia convinzione più forte", ha dichiarato la presidente della Bce al Forum, negando che ci sia "dissociazione totale" fra l'Europa e gli Stati Uniti e anticipando che stava parlando "con una componente emotiva". "A questo - ha detto Lagarde - si aggiunge qualcosa che riguarda tutti noi: dobbiamo prestare molta attenzione alla distribuzione della ricchezza e alle disuguaglianze, che stanno diventando sempre più profonde e ampie. Se non ce ne occupiamo seriamente, ci stiamo avviando verso problemi molto gravi".
“Penso che la fiducia sia stata erosa un po’, forse molto, ma il
nostro dovere, nello spirito del dialogo, è sicuramente ricostruire ciò che potrebbe essere stato compromesso”, ha spiegato Lagarde, ribadendo il ruolo delle istituzioni nella stabilità e nella credibilità dei mercati.