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Spagna, altro deragliamento: un morto e 20 feriti

In Catalogna, vittima il macchinista. Caos nel dramma della tragedia in Andalusia: ancora 23 dispersi

Spagna, altro deragliamento: un morto e 20 feriti
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Mancano all'appello 23 persone. Non sono numeri, ma nomi sospesi, fantasmi, telefoni che squillano a vuoto. In Andalusia la notte non è più passata del tutto, resta appesa ai binari come una domanda senza verbo. Adamuz è diventata una parola scura, un luogo dove il tempo si è fermato e la vita ha preso a camminare all'indietro. Si aspetta, si conta, si riconta. E intanto il silenzio fa più rumore del ferro contorto. E ad aggiungere ansia e dolore, ieri sera un nuovo deragliamento, vicino Gelida, in Catalogna. Un muro di contenimento è crollato per le forti piogge causando il deragliamento di un convoglio: il bilancio provvisorio è di una vittima, il macchinista, e 20 feriti, di cui 4 sarebbero in gravi condizioni.

La tragedia ferroviaria che domenica sera ha squarciato la linea MadridMalaga continua a restituire frammenti, ma non ancora una verità. Il bilancio ufficiale parla di 42 morti e oltre 150 feriti, ma il «giallo» dei dispersi pesa come una seconda sciagura. Sono i segnalati dai parenti, quelli che non rispondono, che non risultano tra i feriti, che non hanno un volto associato a un corpo e che forse si trovano tra le lamiere di vagoni che devono ancora essere recuperati e vivisezionati. Per loro, a Madrid, sono arrivati i campioni di Dna raccolti dalla Guardia Civil a Malaga, Cordoba, Huelva e Siviglia: materiale genetico trasportato prima in elicottero e poi nella capitale, dove il laboratorio centrale di criminalistica tenterà di ricomporre identità e destini.

Sul piano tecnico, le certezze si sbriciolano. Il punto esatto dell'incidente aveva superato appena due mesi fa un doppio test di sicurezza. La ristrutturazione della linea e dei sistemi di protezione, completata lo scorso maggio, era stata accompagnata da analisi dinamiche, con particolare attenzione alla segnaletica e alle condizioni del tracciato. Eppure qualcosa ha ceduto. Gli investigatori stanno valutando se un giunto rotto abbia innescato la catena degli eventi. Intanto sul tratto della linea Ave MadridBarcellona, a causa delle vibrazioni segnalate dai macchinisti, Adif ha imposto una limitazione di velocità a 160 chilometri orari.

L'inchiesta sulla tragedia di Adamuz dovrà stabilire se il problema fosse strutturale, se riguardasse il materiale rotabile o l'interazione tra i due sistemi. L'ipotesi dolosa viene scartata. Le rotaie nel punto d'origine del deragliamento saranno analizzate in laboratorio, così come gli assi del treno Iryo. La magistratura ha ordinato inoltre il sequestro del vagone 6 dell'Iryo, quello che ha innescato il deragliamento, per analizzarlo come possibile chiave dell'intero enigma.

Nel primo dei tre giorni di lutto nazionale, sul luogo del disastro sono arrivati re Felipe VI e la regina Letizia. Hanno camminato a piedi lungo i binari deserti, visibilmente scossi.

Un gesto sobrio, accompagnato dall'omaggio ai soccorritori che lavorano tra i rottami, con cani da ricerca e gru da 400 tonnellate chiamate a raddrizzare i vagoni deragliati, e accertare l'eventuale presenza di 23 corpi. Eventualità che si auspica non trovi conferma. Con l'attenzione che si sposta anche in Catalogna per una Spagna senza pace tra i binari.

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