L'uomo identificato come l'autore della sparatoria che ha ucciso due studenti della Brown University e un professore del MIT aveva pianificato l'attacco per anni e ha lasciato dei video in cui confessava gli omicidi senza però fornire alcun movente. Lo ha comunicato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Claudio Neves Valente, 48 anni, ex studente della Brown e cittadino portoghese, è stato trovato morto in un magazzino nel New Hampshire dopo aver ucciso due studenti e ferito altri nove in un edificio di ingegneria il 13 dicembre. Due giorni dopo ha ucciso il professore del MIT Nuno F.G. Loureiro nella sua casa nel sobborgo di Brookline, a Boston. I funzionari del Dipartimento di Giustizia hanno riferito che durante la perquisizione del magazzino dove è stato trovato il corpo di Neves Valente il 18 dicembre, l'FBI ha recuperato un dispositivo elettronico contenente una serie di brevi video realizzati da Valente dopo la sparatoria. Nelle registrazioni, l'autore della sparatoria ha ammesso in portoghese di aver pianificato i dettagli per almeno 3 anni.
Valente non ha fornito alcun motivo per aver preso di mira Brown o il professor Loureiro, con cui aveva frequentato la scuola in Portogallo decenni fa. In una trascrizione tradotta in inglese fornita dal Dipartimento di Giustizia, Neves Valente afferma di non avere nulla di cui scusarsi. Nei video si lamenta anche di essersi ferito a un occhio durante la sparatoria. “Non ho intenzione di scusarmi perché durante la mia vita nessuno mi ha mai chiesto scusa sinceramente”, dice. Risponde poi alle accuse infondate diffuse dall'influencer conservatrice Laura Loomer dopo l'attacco, secondo cui l'autore della sparatoria alla Brown avrebbe parlato in arabo, dicendo qualcosa come 'Allahu akbar' entrando nell'auditorium. Valente afferma di non parlare una parola di arabo e di non aver avuto alcuna intenzione di fare dichiarazioni di alcun tipo. Se ha detto qualcosa, precisa, “deve aver esclamato qualcosa come ‘Oh no!’ o qualcosa del genere”, per esprimere la sua delusione nel vedere l'auditorium vuoto quando è entrato. Gli studenti si erano nascosti sotto i banchi, ma Valente ha pensato che fossero già fuggiti attraverso un'uscita di emergenza. “Non ho mai voluto farlo in un auditorium. Volevo farlo in una stanza normale”, spiega nel video, “ho avuto molte opportunità. Soprattutto questo semestre, ho avuto molte opportunità, ma ho sempre avuto paura”.
Valente insiste anche nel dire che non era malato di mente. Assicura che non voleva diventare famoso e che il video non è un manifesto. Il suo “unico obiettivo era quello di andarsene più o meno” alle “sue condizioni” e assicurarsi che “non sarebbe stato lui a soffrire di più per tutto questo”, sottolinea. Valente infine definisce la sua esecuzione degli omicidi “un pò incompetente”. “Ma almeno qualcosa è stato fatto”, conclude, ammettendo che un testimone aveva visto la sua targa il giorno dell'aggressione: "Onestamente non avrei mai pensato che ci avrebbero messo così tanto tempo a trovarmi".
La Brown University ha dichiarato in un comunicato che “la gravità di questa tragedia continua a pesare pesantemente su tutta la comunità della Brown University” e che continuano a piangere la morte dei due studenti e a pregare per la completa guarigione dei feriti.