«Serve responsabilità e serve fare squadra tra tutte le istituzioni coinvolte, senza rallentamenti né ambiguità. Ognuno deve fare la propria parte fino in fondo. L'obiettivo è dare a Milano una posizione solida e credibile davanti alla Uefa, con tempi certi e procedure chiare». È la linea dell'assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi (FI) sul progetto del nuovo stadio di San Siro finito nella bufera dopo i 9 avvisi di garanzia per turbativa d'asta e rivelazione del segreto d'ufficio scattati martedì a carico tra gli altri dell'ex assessore della giunta Sala Giancarlo Tancredi e del dg del Comune Christian Malangone. Palazzo Marino ha pubblicato il 24 marzo la determina per l'avvio del procedimento di Valutazione ambientale strategica (Vas) sul progetto di Milan e Inter che prevede la quasi totale demolizione del Meazza, il nuovo impianto, la creazione di hotel e spazi commerciali, lo spostamento del tunnel Patroclo. É l'avvio dell'iter che porterà all'adozione del Piano attuativo e alla successiva approvazione del Piano di fattibilità tecnica ed economica (Pfte). Regione e Comune hanno condiviso già i principali passaggi per l'attuazione del progetto e nelle prossime settimane, con la presenza anche della società Stadio San Siro creata dai club, sottoscriveranno un accordo di programma con l'impegno di chiudere tutto l'iter «nel tempo utile a consentire l'avvio dei lavori nel secondo semestre 2027». Tassativo per finire l'impianto entro il 2031 e ospitare incontri di Euro 2032. E l'iter prosegue senza scossoni. Un mese fa la presidenza della Regione ha definito gli step, porterà in giunta l'approvazione della convenzione con Comune e squadre avente ad oggetto le procedure a carico di ciascun soggetto, dalla presentazione del Pfte (dei club) alla Vas (Comune) alla conferenza dei servizi decisoria (convocata da Regione) e ha sottolineato che la finalità è «offrire una garanzia formale alla Uefa sui tempi per non perdere la candidatura della città di Milano agli Europei 2032». Comazzi conferma che l'inchiesta farà il proprio corso ma ad oggi non incide sulle procedure avviate. E sottolinea che «bisogna garantire una posizione solida davanti alla Uefa. Qui non si parla solo di calcio ma di un'occasione concreta per portare investimenti, rafforzare il ruolo internazionale della città e generare ricadute reali per il territorio, a partire dalla rigenerazione di un intero quartiere. Ognuno deve fare la propria parte fino in fondo: perdere questa partita sarebbe un danno serio per Milano e tutta la Lombardia». Anche per i club l'iter continua a procede secondo programma e deve essere spedito, per la candidatura la Uefa ha chiesto di valutare il progetto entro fine anno, entro l'estate o al massimo in autunno sveleranno il nuovo stadio firmato dall'archistar Norman Foster con lo studio Manica.
Comazzi è anche consigliere comunale di Forza Italia. E a Palazzo Marino il capogruppo FdI Riccardo Truppo ha annunciato martedì una mozione per chiedere alla giunta di annullare in autotutela la delibera di cessione del Meazza e delle aree intorno e ieri ha invitato anche gli altri partiti di opposizione a sottoscriverla. «Speriamo di fare breccia anche nel centrosinistra, qualcuno dopo il voto a favore a settembre potrebbe avere ripensamenti» afferma. Sarà un'altra prova del nove per la giunta Sala. Già era riuscita ad approvare sul filo la vendita grazie all'«aiutino» di Forza Italia, che era uscita dall'aula (tranne il consigliere De Chirico) facendo abbassare il quorum. Anche questa volta si asterrà, per coerenza: «Non eravamo presenti al voto e non riteniamo di dover intervenire sulla mozione - spiega il capogruppo Luca Bernardo -. Per quanto riguarda l'inchiesta aperta, attendiamo gli sviluppi». Voterà a favore Noi Moderati, idem la Lega e il capogruppo Alessandro Verri ricorda: «Abbiamo sempre sostenuto che la delibera è stata scritta in fretta e male, sarebbe intelligente ritirarla.
Comprimere poi il dibattito con un emendamento canguro che ha annullato quelli già depositati ha dimostrato una fretta ingiustificata». Forse questa volta al Pd non basterà la mano di Fi, sicuramente si annuncia un altro show a sinistra