Schiaffi, pugni e la pistola alla tempia della moglie: condannato il marito

L'uomo avrebbe in più occasioni picchiato la compagna, arrivando anche a minacciarla con una pistola puntata contro la tempia. Arriva oggi la condanna

Schiaffi, pugni e la pistola alla tempia della moglie: condannato il marito
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Finisce con una condanna a 2 anni di reclusione la vicenda che vede come protagonista un poliziotto in servizio ad Agrigento. L'uomo è accusato di aver picchiato e minacciato la moglie di morte, facendola vivere in una perenne condizione di angoscia e paura. A seguito delle indagini e dell'esame delle prove a carico dell'imputato, il giudice si è infine espresso, emettendo la sentenza.

I fatti

Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, la vicenda risale a qualche anno fa. Stando a quanto riferito dalla vittima, moglie dell'agente, le violenze nei suoi confronti andavano avanti da tempo, fino al 2018, quando ha deciso di denunciare. La donna, nello specifico, ha parlato di maltrattamenti sia verbali che fisici. Il marito si rivolgeva a lei chiamandola "putt... prostituta, zocc....". Non solo. Fra le mura di casa si verificavano anche episodi di violenza fisica vera e propria, con schiaffi, calci e pugni. In una occasione, l'uomo sarebbe addirittura arrivato a prenderla per il collo.

Non finisce qui, perché secondo quanto dichiarato dalla vittima e riportato in sede di processo, il poliziotto sarebbe addirittura arrivato a puntare la pistola d'ordinanza alla tempia della consorte, minacciandola di morte. Un fatto increscioso. Un'arma nata per difendere usata invece per intimorire. Qualcosa di inaccettabile per la Polizia di Stato. E poi ancora, altre minacce, come: "Ti ammazzo, ti levo di mezzo prostituta!". In una delle aggressioni più recenti, l'imputato sarebbe riuscito a fratturare l'alluce della donna con un calcio.

A subire le angherie dell'uomo anche le due figlie. In particolare una delle ragazzine sarebbe stata più volte denigrata dal padre, che sarebbe arrivato a dirle: "Palla di mer... che campi a fare? Perchè non ti ammazzi?!". Anche la giovane, inoltre, avrebbe subito le medesime violenze della madre, venendo afferrata per i capelli e presa a schiaffi.

La condanna

L'incubo è finalmente terminato per la donna e le due figlie. Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento Alfonso Malato ha infatti condannato a 2 anni di reclusione il poliziotto, originario della Basilicata.

Nei suoi confronti l'accusa di maltrattamenti in famiglia, anche se c'è stata l'assoluzione per l'accusa di essersi sottratto agli obblighi di assistenza familiari nei confronti della consorte e delle figlie.

L'uomo dovrà risarcire l'ex compagna, così come le giovani, che si sono costituite parte civile.

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