Cronaca locale

Nuovo blitz degli ecovandali a Venezia: fango sulla basilica di San Marco

Un gruppo di attivisti per il clima ha sparato una miscela di liquido e fango sui muri della chiesa famosa in tutto il mondo. Sul posto è intervenuta anche la Digos. In molti hanno criticato l'azione degli eco-vandali

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Nuovo blitz degli eco-vandali, questa volta in piazza San Marco a Venezia. Alcuni attivisti di Ultima Generazione hanno imbrattato i muri della basilica famosa in tutto il mondo con una miscela di liquido e fango sparata da degli estintori (guarda il video). L'azione è stata definita dai manifestanti, improvvisatisi pompieri per il pianeta, un'"operazione anti-incendio". Dopo aver sporcato la chiesa, hanno srotolato uno striscione con la scritta "fondo riparazione" e acceso un fumogeno arancione. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine e la Digos, per prendere le generalità dei sei ragazzi coinvolti in questa protesta e trascinarli via.

"Venezia a breve sarà sott'acqua, non ci sarà più niente di tutto questo. Sarà coperta dal fango e moriremo", ha gridato uno degli attivisti. "Se amate questa città così come l'amiamo noi, chiedete insieme a noi al governo di eliminare i combustibili fossili". Alla dimostrazione si è unita anche una turista francese che si trovava a San Marco assieme alla figlia piccola. La donna si è avvicinata ai manifestanti, che hanno ripetuto i loro slogan in inglese, e ha sorretto uno dei loro voltantini arancioni.

Stando a quanto si apprende dall'Ansa, molte persone presenti in piazza durante il blitz hanno duramente criticato questo genere di azioni volte ad attirare l'attenzione sul problema dei cambiamenti climatici. Un'ulteriore dimostrazione, questa, del livello di esasperazione raggiunto dai cittadini a causa delle continue manifestazioni delle frange più "estreme" dell'attivismo climatico, che puntano al vandalismo o al creare disturbo per smuovere i governi e costringerli ad adottare politiche più green. Una condanna è arrivata anche dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, secondo cui "questa non è la modalità giusta" e le proteste devono essere condotte "in maniera rispettosa non solo della proprietà altrui ma in particolar modo del clima. Se si vuole veramente porre la questione evitiamo di fare manifestazioni come queste che sono assolutamente da condannare".

Il supporto per questo genere di iniziative è molto limitato e ben lontano dall'intercettare le simpatie popolari. Ne è un esempio il blocco del traffico sulla strada Roma-Civitavecchia, sempre per mano di Ultima Generazione, nella mattinata di lunedì 4 novembre. Un automobilista infuriato ha prima tentato di spostare di peso due manifestanti, per poi rientrare nella propria vettura e accelerare, rischiando di investire un ragazzo e una ragazza. Nessuno si è fatto male, però ad ogni nuova azione monta sempre di più la rabbia dei cittadini e la probabilità di conseguenze tragiche si fa più concreto.

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