Dopo l'eurofollia, l'"hamburger" a base di insetti sbarca a Milano: lo abbiamo provato per voi

In un ristorante milanese il primo "burger" con la farina d'insetti autorizzata dall'Ue. "La proiezione del futuro è questa, vogliamo offrire un'alternativa", spiega il titolare. Lo abbiamo assaggiato per voi

Dopo l'eurofollia, l'"hamburger" a base di insetti sbarca a Milano: lo abbiamo provato per voi

Assaggiarlo fa un certo effetto. Perché no, non è il solito panino. Verde fuori, tendente al dolce dentro: lo addenti e le papille gustative perlustrano l'inconsueto cibo. Il primo "burger" di insetti (se di hamburger si può davvero parlare...) non si scorda mai (nel bene o nel male). La nuova alimentazione eco-sostenibile, quella che piace tanto all'Unione Europea, è già arrivata nel piatto. Anche in Italia. A Milano il ristorante Pane & Trita di via Muratori ha lanciato da ieri il "Grillo Cheeseburger", la prima pietanza a base di farina di grillo. L'Acheta domesticus – nome scientifico del suddetto ortottero - rientra infatti tra gli ingredienti che l'Ue ha autorizzato al commercio con una direttiva entrata in vigore il 24 gennaio scorso. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, l'aveva definita "un attacco alla dieta mediterranea". Nel capoluogo lombardo la novità è già stata acchiappata al volo (mica facile, trattandosi di grilli) e inserita nel menù.

Grillo Cheeseburger, ecco com'è

Nel locale in zona Porta Romana è stato così proposto un panino con farina di grillo, scamorza, fagioli cannellini, patata americana, pane grattugiato. Lo abbiamo provato per voi, avventurandoci nell'inconsueta esperienza culinaria. Come è andata, è presto detto: al primo boccone ti rendi subito conto che no, i grilli macinati non riusciranno a far concorrenza ai piatti della nostra tradizione. Perché non c'è propro partita. Al contempo però non si può dire che il burger di insetti abbia un cattivo sapore; del resto la percentuale di farina di grillo è alquanto bassa (solo l'1,6%) e al palato si percepiscono piuttosto le note morbide della patata, dei cannellini e il carattere del cavolo viola messo a guarnizione. Strani retrosentori, in ogni caso, non ce ne sono. Se questa è l'avanguardia gastronomica tanto decantata e auspicata, però, continuiamo a preferire le più classiche ricette.

Come è nato il burger di insetti

"Ci stiamo lavorando da un anno in collaborazione con Soul-K, un laboratorio che ci affianca. La proiezione del futuro è questa e la ristorazione ha sempre bisogno di novità", racconta a ilGiornale.it Pabel Ruggiero, co-fondatore della catena Pane & Trita. L'imprenditore, rivendicando la trovata "un po’ irriverente", spiega però di non intendere gli insetti come un ingrediente destinato a soppiantare i nostri prodotti tipici. "Non proponiamo nessuna sostituzione, semmai un'alternativa. La carne ci sarà sempre nei nostri menù, ma bisogna guardare anche alle fronti proteiche sostenibili". Made in Italy salvo, insomma. Del resto, mentre proviamo il nuovo burger di insetti, osserviamo qualche sguardo incuriosito sul nostro piatto ma notiamo anche che gli altri clienti stanno gustando hamburger tradizionali, mini-tartare e grigliate di carne. Con buona pace dell'Europa e degli insetti.

Grillo burger: i pareri e gli insulti

Il "Grillo Cheeseburger" al momento è venduto al pubblico in edizione limitata, con 100 porzioni al giorno, e al costo di 13,90 euro. I primi 10-15 giorni saranno un po' un test, per vedere il riscontro dei clienti al di là dell'effetto sorpresa. Per ora la curiosità non è mancata e pare infatti che i centralini del ristorante milanese siano impazziti. "Non abbiamo mai avuto così tante richieste per un panino", ci confida con stupore Pabel Ruggiero. Ma non sono mancate nemmeno le critiche, le diffidenze e pure gli insulti, soprattutto sui social dove il piatto era stato reclamizzato. "Io non ce la potrei fare, qualsiasi insetto mi repelle", ha scritto ad esempio un'utente. Altri invece hanno assicurato di non voler assaggiare la pietanza nemmeno per sbaglio. E nelle scorse ore qualcuno ha pure telefonato al ristorante per un insolito sfogo: "Andate a quel paese, voi e i grilli". A raccontarlo sono stati gli stessi gestori su Instagram.

La farina di grilli e la tradizione culinaria italiana

Ma il titolare della catena la prende con filosofia: "Noi italiani siamo sempre bravi a trovare la critica.

Ci mangiamo le lumache e le interiora degli animali ma poi ci scandalizziamo dei grilli", ci dice. Questione d’abitudine, forse, ma non solo. In Italia, infatti, sul cibo non si accettano facilmente salti nel vuoto. Nemmeno quelli del grillo.

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