Dopo larve e locuste l'Europa mette in tavola pure i grilli

La Commissione Ue dà il via libera all'utilizzo dei grilli in cucina. Protesta la Coldiretti: "Interrogativi di carattere sanitario"

Dopo larve e locuste l'Ue mette in tavola anche i grilli

Dopo i vermi gialli della farina essiccati e le cavallette si prepara a fare il suo ingresso sulle tavole degli europei anche il grillo domestico. L’Ue va avanti, quindi, sulla strada della sostenibilità alimentare, attraverso la costruzione di una dieta a "zero emissioni" basata sull’assunzione di proteine alternative, come quelle fornite dagli insetti. Sono nove quelli per cui è stata fatta richiesta di autorizzazione alla European Food Safety Authority. E così dopo le larve del Tenebrio molitor e le locuste, ora è la volta del grillo, certificato dalla Commissione europea come cibo sicuro e salutare da introdurre nelle diete, per rendere più "green" le nostre abitudini alimentari.

Certo, non è incoraggiante sapere che finora l’Acheta Domesticus, nome scientifico del succoso ortottero, è stato utilizzato come mangime per i rettili, che lo prediligono per il suo alto valore proteico e il modesto quantitativo di grassi. Ma non preoccupatevi, dicono da Bruxelles. Con qualche accorgimento l’insetto può essere adattato anche ai palati più raffinati. Il grillo si potrà consumare intero o congelato. Ma potremo sgranocchiarlo anche essiccato, utilizzarlo polverizzato come condimento o trovarlo tra gli ingredienti dei cibi confezionati in vendita sugli scaffali dei supermercati.

Il via libera al consumo dei grilli è arrivato l’8 dicembre scorso dalla Commissione europea, in seguito al parere positivo espresso dall'Efsa. Un nulla osta frutto di una valutazione "rigorosa", specificano in una nota di palazzo Berlaymont, arrivata a stabilire che "il consumo di questo insetto è sicuro per gli usi presentati dalla società richiedente". La presenza dell’Acheta Domesticus nei cibi in commercio, avvertono ancora da Bruxelles, sarà appropriatamente segnalata nelle etichette per avvertire i consumatori su "eventuali potenziali reazioni allergiche".

Secondo un’indagine di Coldiretti/Ixe, però, più di un italiano su due, però, non sarebbe ancora pronto ad assaggiare larve, grilli e locuste. E poi, mette in guardia la stessa associazione, "l'arrivo sulle tavole degli insetti solleva anche interrogativi di carattere sanitario e salutistico, considerando che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari". Ma per la Commissione si tratta di un cibo nutriente e salutare, ricco di grassi buoni, proteine, vitamine, fibre e minerali.

Insomma, non resta che adeguarsi a quello che già fanno centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Certo, alla fine, sottolinea l’esecutivo europeo, dovrà essere il consumatore a "decidere se vuole mangiare insetti o no". E allora, per i più temerari, via libera al grillo nel piatto, magari accompagnato da un bel bicchiere di vino d’annata per esaltarne la sapidità. Anzi no, perché tra la minaccia di "F" nere nel Nutriscore e i possibili tagli ai finanziamenti europei per la promozione all’estero, anche gli alcolici (compresi i prodotti d'eccellenza) ormai sembrano essere diventati un pericolo per la salute pubblica. Meglio allora optare ber una bevanda gassata, magari senza zuccheri, “sostenibile” e con una bella A verde in etichetta.

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