I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Parma, su mandato della procura della Repubblica, hanno fatto scattare le manette ai polsi di Brenda Alesandrina Fumagalli, cubana di 21 anni gravemente indiziata per l’omicidio del compagno 28enne di origini dominicane Critopher Gaston Ogando, accoltellato in casa lo scorso 4 marzo e deceduto il giorno seguente in ospedale. I militari hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari destinata alla presunta omicida nel corso della giornata di oggi, sabato 28 marzo, dopo averla individuata nel milanese.
La vittima, compagno e convivente della Fumagalli, è spirata in ospedale a causa della gravità della lesione riportata la sera prima, una ferita profonda inferta con un’arma da punta e da taglio. Erano stati i carabinieri, durante la serata di mercoledì 4 marzo, a intervenire per un presunto accoltellamento presso la casa in cui viveva la coppia, un’abitazione in Borgo Riccio, via storica del centro cittadino. I primi a giungere sul posto furono gli operatori del 118, che si occuparono immediatamente di prestare soccorso a Ogando, definito già in condizioni disperate: “Aiuto, respiro male, muoio, portatemi in ospedale, aiutatemi!”, fece in tempo a dire il 28enne al personale sanitario prima di essere caricato a bordo dell’ambulanza e di venire trasportato in codice rosso presso l’ospedale di Parma.
Quando i militari giunsero sul posto, la compagna della vittima si trovava nelle vicinanze del mezzo di soccorso: “Stavo cucinando, stavamo scherzando, mi sono girata”, ha riferito la giovane agli uomini del 118 per spiegare quanto accaduto poco prima, mimando il gesto di impugnare un coltello e di voltarsi repentinamente verso il convivente che si trovava alle sue spalle. Fin dal primo momento, quindi, la cubana aveva ammesso di aver inferto quella ferita, diventata poi fatale, al compagno 28enne.
Ovviamente questo è stato il punto di partenza delle indagini, di cui si sono occupati la procura della Repubblica di Parma e il nucleo investigativo dei carabinieri. Fumagalli, tuttavia, ha sempre respinto l’accusa di omicidio, sostenendo a più riprese la tesi dell’incidente domestico. La 21enne spiegava di essersi voltata di scatto verso il compagno dopo aver ricevuto una sculacciata per gioco: in quel momento, impegnata a lavare le stoviglie, stringeva un coltello in mano e questo avrebbe provocato il casuale ferimento di Ogando, che stava semplicemente cercando di abbracciarla alle spalle. In poche parole il 28enne si sarebbe auto-inflitto la ferita, ma questa tesi non ha mai davvero convinto gli inquirenti i quali, dopo aver sottoposto a sequestro l’arma, si sono occupati di raccogliere prove e testimonianze.
A risultare determinanti a smontare la ricostruzione fornita dalla giovane cubana è stato l’esito degli esami autoptici: la posizione della vittima e l’inclinazione della lama al momento del ferimento, dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra, rivelerebbero che il 28enne si trovava proprio dinanzi alla presunta omicida e non alle sue spalle. Non solo. A inchiodare la 21enne ci sarebbe anche una ferita a forma di “S” sulla mano refertata in ospedale: taglio procurato, secondo la versione di Fumagalli, mentre tentava di raccogliere da terra il coltello che il compagno si era estratto da solo dopo il ferimento accidentale. Il gip ha bocciato la tesi definendola “illogica”, dal momento che si tratterebbe di una “lesione da scivolamento”: la presunta omicida avrebbe quindi impugnato il coltello con una tipica “presa a martello”, e sarebbe stata la violenza dell’affondo a far scivolare la mano verso il basso oltre il manico bagnato e a determinare il ferimento.
Oltre ciò, le testimonianze raccolte dagli inquirenti tra amici e parenti della coppia hanno ricostruito per Fumagalli il profilo di una donna molto gelosa,possessiva e particolarmente incline agli scatti d’ira, per cui le aggressioni verbali e fisiche ai danni di Ogando erano tutt’altro che rare.
Ciò considerato, quindi, il gip ha ritenuto di avere a disposizione elementi per poter indagare la 21enne per omicidio volontario, riconoscendo l’aggravante della convivenza: Fumagalli, a cui è stato applicato il braccialetto elettronico, si trova ora ristretta ai domiciliari.