Anche oggi, decine di migliaia di milanesi terranno le finestre chiuse. Non è una precauzione simbolica: è l'indicazione arrivata dal Comune dopo le prime analisi dell'aria condotte da Arpa Lombardia nei pressi dell'incendio che martedì sera ha devastato un capannone della BRT alla Bovisa. Nel raggio di due chilometri dal rogo, l'invito alle famiglie è di evitare di sostare all'aperto, di non aprire le finestre, di non consumare ortaggi coltivati su balconi o in orti di prossimità e di tenere lontani i bambini da nidi, scuole dell'infanzia e giardini pubblici. Le misure, valide per l'intera giornata odierna, potranno essere riviste solo dopo nuovi rilevamenti dell'agenzia ambientale o ulteriori comunicazioni delle autorità sanitarie.
Un rogo partito da un container
A innescare l'emergenza è stato un incendio divampato nel tardo pomeriggio di ieri, poco dopo le 19.30, in un magazzino logistico della BRT situato in via Don Giovanni Minzoni, nel cuore del quartiere Bovisa, a ridosso di uno studentato e a poche centinaia di metri dal campus del Politecnico. Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero partite da un container per poi propagarsi rapidamente a uno dei due capannoni centrali della struttura, dove veniva custodita la merce in attesa di consegna. Gli uffici della sede, ospitati in un edificio separato, non sono stati intaccati.
Una colonna di fumo visibile da chilometri
Il rogo ha rapidamente assunto proporzioni imponenti, con una densa nube di fumo nero salita sopra il quartiere e visibile anche dall'hinterland. Le immagini riprese dai residenti mostrano le fiamme fuoriuscire dalle ampie vetrate laterali che corrono lungo l'intero perimetro del capannone, mentre dall'interno della struttura sarebbero state udite diverse esplosioni. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei vigili del fuoco, rinforzate anche dal comando di Monza, impegnate a contenere i numerosi focolai e a evitare che le fiamme raggiungessero gli altri rimorchi ancora agganciati alle rampe di carico. La superficie coinvolta è stimata in circa 8mila metri quadrati. Al momento non risultano persone rimaste ferite, sebbene nelle concitate fasi iniziali alcuni testimoni presenti in strada avessero riferito timori sulla possibile presenza di lavoratori all'interno dell'edificio.
La zona blindata e la curiosità dei residenti
Le forze dell'ordine hanno chiuso al traffico le strade limitrofe al deposito, mentre numerosi cittadini si sono riversati nei dintorni per osservare da vicino l'evolversi dell'incendio. Sul posto, oltre ai pompieri, sono intervenuti anche personale sanitario, la protezione civile e i tecnici di Arpa, incaricati di monitorare in tempo reale la qualità dell'aria nella zona.
La Procura indaga
Sull'accaduto la Procura di Milano ha intanto aperto un fascicolo d'indagine, con l'obiettivo di chiarire le cause che hanno innescato le fiamme e verificare se la natura dei materiali stoccati nel capannone abbia contribuito alla rapidità con cui il rogo si è propagato.
Al momento non risultano conferme sulla presenza, tra il materiale andato a fuoco, di sostanze particolarmente pericolose, ma le autorità sanitarie hanno preferito non correre rischi, prolungando per un'altra giornata le raccomandazioni alla popolazione della zona.