Gli agenti che hanno arrestato Abderahhim Fakir erano dotati di una bodycam quindi, oltre alle immagini registrate da chi si trovava affacciato al balcone in quel momento, ci saranno anche quelle in soggettiva degli agenti. Si tratta del primo caso così grosso in cui questo strumento trova piena applicazione per capire cosa sia realmente successo in quei minuti concitati. I sindacati della Polizia di Stato sono compatti nel chiedere che venga fatta un’indagine approfondita senza tralasciare nulla ma, soprattutto, chiedono che non vengano fatti sommari processi mediatici ai due agenti che sono intervenuti. Questo è il motivo per il quale ci sono aspre critiche nei confronti del sindaco di Bologna Matteo Lepore da parte dei sindacati.
“Di fronte a una vicenda così delicata vanno evitati i processi sommari e la gogna social: bisogna attendere che l’autorità giudiziaria ricostruisca i fatti accaduti a Bologna con rigore scientifico”, ha dichiarato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, sottolineando che “la dinamica di quei minuti e i video parziali che circolano in rete, mostrano solo la fine dell'intervento, senza dire nulla su cosa sia accaduto prima né sulle ragioni operative che hanno portato gli agenti ad adottare determinate tecniche di contenimento, durante le quali uno dei poliziotti ha riportato lesioni a seguito dell’aggressione dell’uomo”. Allo stesso modo, ha aggiunto, “attendiamo l'esito degli esami tossicologici: l'accertamento di un eventuale stato di alterazione del soggetto, dovuto a stupefacenti, è un elemento chiave che va valutato senza ipocrisie o conclusioni affrettate. Le bodycam dei poliziotti saranno fondamentali: lì c'è la verità oggettiva e non quella manipolata del web. Siamo certi che la trasparenza delle immagini farà chiarezza sull’intervento dei poliziotti che non possono essere linciati mediaticamente”.
Stessa posizione di Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, il quale dopo aver espresso solidarietà a tutti i soggetti coinvolti, ha però espresso anche “profonda preoccupazione per la mancanza di serietà e l’irresponsabilità di certe persone, alcune che ricoprono anche ruoli istituzionali, le quali vogliono condizionare l’opinione pubblica nel senso della consueta delegittimazione e criminalizzazione dei poliziotti”. In meno di 24 ore, scrive Mazzetti, “alcuni sono arrivati ad azzardare giudizi, come si nota da certe ricostruzioni degli organi di informazione e titoli altamente suggestivi o dai soliti pareri di esperti di sicurezza che di sicurezza non sanno nulla”. Non usa giri di parole nemmeno il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, che definisce “molto preoccupante è la scelta del Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, di prendere immediatamente le distanze dall’operato dei colleghi senza attendere gli accertamenti e le verifiche necessarie al fine di definire la dinamica. È molto pericoloso quando le Istituzioni abbandonano gli operatori delle forze dell’ordine poiché ne va della sicurezza del territorio e degli operatori stessi”. La scelta della piazza, ha aggiunto Paoloni, “di cui il Sindaco se ne dovrà assumere la responsabilità, è una presa di posizione politica molto forte e di critica nei riguardi dell’apparato della pubblica sicurezza e della magistratura, nei confronti dei quali non mostra di avere alcuna fiducia”. Andrea Cecchini, direttore nazionale del sindacato Italia Celere, ha ribadito che “oggi a Bologna già si chiede giustizia contro i poliziotti costretti ad intervenire per calmare una persona in escandescenze, poi purtroppo morta. Non si sa ancora nulla, ma già gli sciacalli tirano fuori bandiere e striscioni coi nomi dei colpevoli e con la condanna”. È giusto, ha aggiunto, accertare “l'operato, non è giusto ed anzi è pericoloso lasciar intendere che ci sia già una condanna da emettere e qualche santo in Paradiso, che magari sarà pure santo ma non lo proclamiamo prima ancora dei miracoli.
Non capirò mai perché ci debba essere un costante e resistente filo rosso che ci perseguita da sempre e ci disegna come mostri e assassini. Non lo capirò mai o forse è così semplice da capire e io non riesco a comprenderlo”.
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