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Il rimprovero, la brutale aggressione sotto gli occhi del figlio 11enne e gli inutili soccorsi: così è stato ucciso Giacomo Bongiorni. Fermati tre ragazzi: due romeni e un minore

Fermati due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di nazionalità rumena, accusati di concorso nello stesso reato e un minorenne per omicidio volontario

Il rimprovero, la brutale aggressione sotto gli occhi del figlio 11enne e gli inutili soccorsi: così è stato ucciso Giacomo Bongiorni. Fermati tre ragazzi: due romeni e un minore

Sono stati identificati e fermati nel giro di poche ore i presunti responsabili della violenta aggressione costata la vita a Giacomo Bongiorni, il 46enne massese morto nella notte di domenica 12 aprile in piazza Felice Palma, nel centro cittadino di Massa, a breve distanza dal Comune, sotto gli occhi del figlio di 11 anni. Un minorenne e due maggiorenni sono indagati, a vario titolo, per concorso in omicidio volontario, mentre proseguono senza sosta le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova. Il quadro investigativo, delineatosi già nelle prime ore successive ai fatti, ha consentito ai carabinieri di individuare tutti i soggetti coinvolti nello scontro e di procedere a perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alla ricostruzione dell’accaduto. Un risultato investigativo rapido, reso possibile anche dalla presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e dalle numerose testimonianze raccolte, come ha sottolineato il procuratore massese Piero Capizzoto All’esito della prima attività istruttoria, la Procura per i minorenni genovese, diretta dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha disposto il fermo di un ragazzo ritenuto, allo stato, responsabile di omicidio volontario. Parallelamente, la Procura ordinaria di Massa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di nazionalità rumena, accusati di concorso nello stesso reato.

Per tutti gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il minorenne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal Gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa. Determinante, per chiarire in modo definitivo le cause del decesso, sarà anche l’esame autoptico sul corpo della vittima, che verrà eseguito nei prossimi giorni. Secondo quanto emerso finora, la tragedia si è consumata intorno all’una di notte, al termine di una serata apparentemente tranquilla. Bongiorni si trovava in centro insieme alla compagna, al figlio undicenne e ad alcuni familiari, tra cui il cognato.

Dopo aver assistito a uno spettacolo, il gruppo si era fermato in un locale della zona. A poca distanza, in un altro esercizio pubblico, era presente un gruppo di giovani. Per ragioni ancora in corso di accertamento - ma che potrebbero essere legate al lancio di bottiglie di vetro - tra le due parti sarebbe nata una discussione, scaturita da un rimprovero rivolto ai ragazzi. In pochi istanti la situazione sarebbe degenerata. Dalle parole si sarebbe passati a un violento scontro fisico. Bongiorni sarebbe stato colpito più volte e, nel corso dell’aggressione, sarebbe caduto a terra battendo violentemente la testa. Un trauma che, secondo le prime ipotesi, avrebbe provocato un arresto cardiaco risultato fatale. Un secondo uomo coinvolto nella vicenda ha riportato lesioni ed è attualmente ricoverato in ospedale.

I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con automedica e ambulanza. I tentativi di rianimazione si sono protratti a lungo, ma per il 47enne non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato direttamente in piazza, sotto gli occhi di decine di presenti. A rendere ancora più drammatica la vicenda è la presenza del figlio della vittima, che ha assistito all’aggressione. Il bambino, in evidente stato di choc, è stato trasportato in ospedale e ricoverato per accertamenti. La scena, nel cuore della città e a pochi passi dal municipio, ha profondamente colpito i residenti e le persone presenti, trasformando in pochi minuti una notte di svago in una tragedia. L’attività investigativa si è concentrata fin da subito sulla ricostruzione puntuale della dinamica e sull’individuazione delle responsabilità individuali. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, ritenute fondamentali per ricostruire le fasi dell’aggressione. Numerosi anche i testimoni ascoltati, tra clienti dei locali e passanti presenti al momento dei fatti. Le perquisizioni eseguite nelle ore successive hanno consentito di sequestrare oggetti e dispositivi utili alle indagini. Il lavoro congiunto tra Procura ordinaria e Procura minorile si concentra ora sull’esatta attribuzione delle condotte e sul ruolo svolto da ciascun componente del gruppo.

L’omicidio ha avuto un’immediata eco sul piano istituzionale. Nella stessa mattinata di domenica, il prefetto di Massa-Carrara, Gaetano Cupello, ha convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il sindaco Francesco Persiani ha parlato di "violenza inaudita". Il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Mario Vaccari, ha invitato a una riflessione collettiva.

Matteo Salvini ha tuonato: "Nessuna giustificazione e nessuno sconto di pena per gentaglia - qualsiasi sia la loro età - che ha ammazzato senza pietà un padre di famiglia, “colpevole” solo di averli invitati a smetterla di fare casino. Basta col buonismo: chi delinque deve avere certezza e paura di pagare i suoi errori fino in fondo".

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