Bari, 20enni si rifiutano di fare sesso: segregate e picchiate per ore

L’orrore in un appartamento del quartiere San Paolo. Una delle ragazze è riuscita a scappare e chiedere aiuto. Due 30enni sono stati arrestati per tentata violenza sessuale, lesioni personali e rapina

Bari, 20enni si rifiutano di fare sesso: segregate e picchiate per ore
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Orrore a Bari, dove due 20enni sarebbero state segregate in un appartamento del quartiere San Paolo e picchiate per ore dopo essersi rifiutate di fare sesso. I presunti aggressori, due 30enni, sono stati arrestati con l’ipotesi di reato per tentata violenza sessuale, rapina e lesioni personali.

L’invito a cena

I fatti risalgono a sabato 20 aprile. Le due amiche, una di 22 anni e l’altra di 23, si trovavano in un bar del centro per un aperitivo. Un pomeriggio come tanti: quattro chiacchiere e uno spritz attorno al "solito" tavolino. Tra uno stuzzichino e l’altro è calato il buio. A quel punto, i ragazzi che erano con loro hanno proposto di proseguire la serata insieme. Ma quella che avrebbe dovuto essere una cena casalinga e informale tra ragazzi si è trasformata nel peggiore degli incubi.

Il sequestro e la tentata violenza sessuale

In men che non si dica, le 20enni si sono ritrovate a respingere le pressanti avances della coppia di amici. "Toglieteci le mani di dosso e lasciateci andare", avrebbero supplicato le due ragazze rivolgendosi ai presunti aguzzini. Di tutta risposta sarebbero state segregate in una stanza, insultate pesantemente e picchiate. A entrambe sarebbe stato sottratto anche il cellulare, così da scoraggiare eventuali richieste di aiuto.

L’arresto

I maltrattamenti sarebbero durati alcune ore. Fino a quando una delle due giovani, approfittando di un momento di distrazione degli uomini, è riuscita a scappare e chiedere aiuto a una volante. I poliziotti si sono precipitati nell’appartamento in cui si sarebbero consumati gli abusi, riuscendo a salvare anche l’altra ragazza.

Entrambe sono state soccorse e accompagnate nel vicino ospedale per gli accertamenti medici, come previsto dalle procedure del Codice Rosso. Quanto agli indagati, scrive il Corriere del Mezzogiorno, avrebbero respinto le accuse e fornito una versione diversa da quella delle presunte vittime. Saranno le indagini della polizia a chiarire cosa è successo.

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