Cronache

Il 2018 è stato un anno terribile per le foreste italiane

42,500 ettari sono andati distrutti. Il WWF avverte: "È nostro dovere correre ai ripari"

Il 2018 è stato un anno terribile per le foreste italiane

Il 2018 può essere ricordato come l’anno peggiore per le foreste italiane. I cambiamenti climatici hanno letteralmente distrutto 42,500 ettari di bosco. A fine ottobre dello scorso anno forti raffiche di vento hanno causato l'abbattimento di oltre 8 milioni di metri cubi di legname, in diverse zone delle Alpi orientali. Evento da record che è stato chiamato dai meteorologici tempesta Vaia e che ha piegato 494 Comuni tra Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Dato che oggi, 21 marzo Giornata Internazionale delle Foreste, non può lasciare indifferenti.

Quest’anno il tema scelto è “Foresta ed educazione-imparare ad amare le foreste”. “Da quasi 5 mesi ormai, 8,5 milioni di metri cubi di alberi, in un’area dove se ne tagliano meno di 1,5 all’anno, giacciono a terra a causa degli effetti della terribile tempesta” ha spiegato Maria Cristina d’Orlando, presidente del Pefc Italia, l’associazione che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione.

Per far ripartire i territori feriti dalla tempesta Vaia, il governatore Luca Zaia, commissario delegato agli interventi urgenti di Protezione Civile, ha assicurato che sono “Pronti ad aprire 350 cantieri per realizzare opere per 309 milioni di euro solo da qui a fine anno in tutte le province venete colpite dal maltempo dello scorso autunno. Cifra che va a sommarsi agli oltre 100 milioni di interventi d’urgenza già portati a termine o avviati”.

Il WWF Italia ha spiegato come le foreste rappresentino l’habitat per il 75% della biodiversità e producano oltre il 40% dell’ossigeno terrestre; coprendo il 31% delle terre emerse del Pianeta. “Abbiamo il dovere di fare il possibile per fermare la distruzione delle foreste naturali, restaurare gli ecosistemi degradati dallo sfruttamento e riforestare”.

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