Cronache

"La nostra maledizione su Salvini": il delirio de La Rappresentante di Lista

Gli artisti rimproverano Salvini per aver utilizzato il loro brano "Ciao Ciao" in un comizio: "La nostra maledizione sta per abbattersi su di te..."

"La nostra maledizione su Salvini": il delirio de La Rappresentante di Lista

"Becero abusatore di hit". Questa, ancora, mancava all'appello. Nel delirio comunicativo da campagna elettorale, all'elenco delle accuse strumentali rivolte a Matteo Salvini mancava solo quella di sfruttatore di brani musicali. A rivolgere tale biasimo al leader della Lega sono stati Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, che assieme formano il noto gruppo La Rappresentante di Lista. Passando dal palcoscenico artistico alla protesta politica, infatti, i due hanno rimproverato all'ex ministro il fatto che durante un suo comizio sarebbe stata utilizzata la loro canzone "Ciao Ciao", presentata al festival di Sanremo 2022.

Di per sé la circostanza non avrebbe nemmeno dovuto fare notizia; del resto, una canzone diventa di dominio pubblico nel momento in cui viene proposta alle grandi platee. Il brano in questione, peraltro, era sin da subito diventato un tormentone destinato a rimbalzare ovunque a motivo del suo ipnotico ritornello. E così, infatti, è stato. La sola ipotesi che "Ciao ciao" sia stata utilizzata dai leghisti (forse considerati fruitori di musica diversi dagli altri?) ha fatto infuriare i volti de La Rappresentante di Lista. "Ci arriva voce che al comizio di Salvini il dj abbia messo Ciao Ciao. La nostra maledizione sta per abbattersi su di te, becero abusatore di hit", hanno scritto su Twitter i due artisti, riferendosi proprio al leader del Carroccio.

Nei commenti, tuttavia, la provocazione ha ricevuto anche critiche ed espressioni di disaccordo. "Se è stata pagata la Siae, esattamente, qual è il problema? Dovreste solo che esserne contenti, visto che venite retribuiti", ha ad esempio osservato un utente. Peraltro, il suddetto brano era diventato un caso già durante il festival di Sanremo: sul palco, infatti, i due interpreti avevano accompagnato il ritornello con un gesto della mano al quale era stato attribuito un significato politico. Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, si era rallegrato per quel pugno chiuso esibito sul palco, mentre lo stesso Matteo Salvini aveva parlato di "saluti comunisti".

Anche le strofe della canzone avevano destato curiosità, dopo che gli artisti avevano spiegato di averle composte a seguito di una manifestazione contro il riscaldamento globale. In ogni caso, e al di là di ogni speculazione, il brano si era fatto strada da solo e si era imposto come uno dei più ascoltati. Il fatto che il motivetto possa essere stato suonato a un comizio leghista (probabilmente senza alcuna connotazione politica) di per sé non significa nulla.

A sinistra cantano "Bella Ciao", ma se Salvini ascolta "Ciao Ciao" ecco scattare la polemica.

Commenti