"La cocaina...". La confessione del somalo col coltello

In un inglese stentato, lo straniero ha ammesso di aver assunto cocaina. Ora si trova in carcere, in attesa dell'udienza di convalida. Migliorano le condizioni delle vittime

"La cocaina...". La confessione del somalo col coltello

Si trovava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti Somale Eduula, il 26enne originario della Somalia che nel corso della giornata di ieri si è reso protagonista di un episodio di estrema violenza a Rimini. Sorpreso a viaggiare su un autobus della linea 11 da due controllori donne, lo straniero ha letteralmente perso il controllo, e non ha esitato ad estrarre un coltello per guadagnarsi una via di fuga. Deciso a farla franca, Eduula ha accoltellato ben cinque persone: i due controllori e tre passeggeri, fra i quali anche il piccolo Sunny, un bimbo di soli 6 anni.

Fermato dagli agenti della polizia di Rimini, il 26enne è stato posto in stato di fermo ed oggi ha subito il primo interrogatorio in attesa dell'udienza di convalida.

La confessione

Ancora in stato di choc, Somale Eduula è stato interrogato dal pubblico ministero Davide Ercolani. Incapace di esprimersi in italiano, è riuscito a comunicare in un inglese molto stentato, tanto che alla fine il pm ha deciso di sospendere la seduta in attesa di un interprete. Il 26enne ha raccontato di aver assunto della cocaina prima di salire sull'autobus, cosa che potrebbe aver provocato la sua furia. Rappresentato dall'avvocato d'ufficio Maria Riveccio, si trova adesso recluso in una cella del carcere dei Casetti: martedì prossimo dovrà presentarsi dinanzi al giudice per le indagini preliminari per l'udienza di convalida. Su di lui pendano le accuse di lesioni aggravate, tentata rapina e tentato omicidio.

Le reazioni

Stando alle ultime notizie, Eduula era arrivato in Europa nel 2015 e da allora aveva vagato prima di raggiungere l'Italia, paese a cui aveva richiesto lo status di rifugiato. In passato aveva già mostrato di possedere un carattere violento.

Il gravissimo caso di Rimini ha naturalmente provocato la reazione del centrodestra: Matteo Salvini ha ancora una volta puntato il dito contro l'attuale ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. "Se non può, non sa o non vuole fare il suo lavoro, lo lasci fare a qualcun altro", ha attaccato il leader della Lega. Duro anche il commento nei confronti del 26enne:"Altro che asilo, quello schifoso andrebbe spedito via a calci nel sedere", ha dichiarato il segretario del Carroccio, come riportato da Adnkronos.

Le condizioni delle vittime

Stando agli ultimi bollettini medici riportati da Agi, entrambe le due donne addette al controllo dei biglietti si trovano in cura presso l'ospedale Bufalini di Cesena. Una di loro ha riportato lesioni multiple ma superficiali ed è già stata dimessa, mentre l'altra è ancora ricoverata nel reparto di chirurgia d'urgenza, con una prognosi di 60 giorni.

Sunny, il bimbo di sei anni originario del Bangladesh accoltellato alla gola, è invece ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Infermi di Rimini. Francesca Raggi, direttore di presidio, ha spiegato che "la tac di controllo e l'esame clinico non hanno mostrato danni neurologici". Il bambino è sveglio, e risponde ai genitori, ma la prognosi resta ancora riservata.

Per salvargli la vita, i medici hanno dovuto effettuare un delicato intervento chirurgico diviso in due tempi per ricostruire la carotide, rimasta recisa dopo il fendente inferto dal somalo. "La prognosi la sciogliamo domani perché è un intervento delicatissimo: la carotide porta sangue al cervello. Avevamo paura che ci fossero stati danni cerebrali, la tac lo ha escluso e anche la clinica sembra averlo escluso. Lui sta benino, risponde agli stimoli", ha riferito ad Agi Salvatore Tarantini, capo dell'equipe di chirurgia vascolare che ha eseguito l'operazione.

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