Acquisti o no, Conte non dura

L'altra sera ho visto Matteo Renzi dal vivo a Porta Porta, ospiti entrambi di Bruno Vespa. Devo dire la verità: non mi è sembrato né provato né intimorito da quanto successo poche ore prima al Senato

Acquisti o no, Conte non dura

L'altra sera ho visto Matteo Renzi dal vivo a Porta Porta, ospiti entrambi di Bruno Vespa. Devo dire la verità: non mi è sembrato né provato né intimorito da quanto successo poche ore prima al Senato. Semmai il contrario. Sarà che l'attività di conferenziere internazionale gli gira bene al punto da fargli schizzare il reddito sopra il milione di euro, cosa che gli toglie la preoccupazione di mettere insieme il pranzo con la cena comunque vada; sarà che non ce la racconta giusta sul perché e per come ha deciso di fare saltare il banco, ma la mia impressione è che la storia tra lui e il premier Conte non finisce qui. Il vocabolario di Renzi non contempla la parola «pareggio», tanto cara invece al suo rivale, uno che per non rischiare di perdere si accontenta di non vincere e inchiodare il Paese a un limbo infinito.

Visto che gli scacchi vanno tanto di moda, siamo in una situazione di stallo e poco importa se qualche pedina in queste ore cambia colore. Per quanto uno possa avere giudizi e pregiudizi Conte ha sostituito Matteo Renzi, ex premier ed ex segretario del più grande partito della sinistra europea, con Lello Ciampolillo, grillino pentito che martedì si è pentito di essersi pentito ed è tornato a Canossa. Ieri, intervistato alla Zanzara da Giuseppe Cruciani è riuscito a dire, nell'ordine: «Ho votato la fiducia perché me lo ha detto mia mamma; la mascherina la metto ma non serve, il Covid si vince fumando cannabis e diventando vegano, l'ho consigliato anche a Conte; meglio la marijuana del tabacco; è vero che mi piacerebbe fare il ministro dell'Agricoltura e sulla xylella per salvare gli ulivi ho trovato una soluzione: ho portato un albero a meno settanta gradi per 40 minuti e la xylella è scomparsa; non farò il vaccino ci sono delle evidenze di danni collaterali già pubblicate, paralisi facciali, ci sono anche delle morti, non è la soluzione per uscire dal Covid».

Già uno si chiede come abbia fatto uno così a diventare senatore, pensare che oggi possa essere l'uomo decisivo per governare il Paese qualche dubbio dovrebbe sollevarlo anche in Conte stesso. Forse Renzi non ha tutti i torti a credere che, come diceva in dialetto milanese Ernesto Calindri in un celebre Carosello della China Martini, «Questo al dura minga, dura no».

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