Adesso Fico vuole provare a convincere Junker e Moscovici

Il presidente della Camera, Roberto Fico, a colloquio con Junker e Moscovici. Ma la missione appare molto complicata. L'Europa, per il grillino, deve agire in modo unitario. Il grillino vuole lo "stop" per le politiche d'austerità.

Fico vola a Bruxelles per promuovere la sua visione del mondo. "Incontrare le istituzioni europee per portare la voce del nostro Paese: per questo domani e martedì sarò a Bruxelles per una visita istituzionale che avevo programmato già da qualche tempo".

Ad annunciare l'imminenza di un summit, attraveso un post sulla sua pagina Facebook, è stato proprio il presidente della Camera, che è intenzionato a interlocuire con quegli esponenti delle istituzioni sovranazionali che hanno già bocciato la manovra economica in discussione nel Belpaese. Dell'incontro in questione si vociferava da qualche tempo, ma adesso è arrivata, da uno dei protagonisti, la conferma ufficiale.

Il grillino sembra intenzionato a voler riuscire dove altri potrebbero aver già fallito: convincere Junker e Moscovici. Ma come intermediatore dovrebbe partecipare anche Frans Timmermans, che è il vicepresidente della Commissione europea. L'uomo che ricopre la massica della nostra assise bassa è sicuro delle sue possibilità: "A loro - ha spiegato il presidente della Camera - dirò chiaramente che l'Europa può avere un futuro se ha il coraggio di mettersi in discussione, a partire dalle politiche di austerità, e se ritorna a lavorare su visione e prospettive puntando sulla solidarietà, sulla condivisione, sui diritti e lo stato di diritto, su un modello di sviluppo anche energetico realmente alternativo".

Fico potrebbe voler difendere la causa del Def. Ma la missione, per usare un eufemismo, appare complicata se non impossibile. Il presidente della Camera ha pure disegnato la sua ricetta per l'Europa del domani: "Davanti a problemi complessi che riguardano l'intera comunità internazionale si deve agire insieme. In questa chiave l'Europa è fondamentale per il futuro di tutti noi, perchè l'azione dei singoli Stati rischia di essere limitata e insufficiente". "No", quindi, all'imperare di quelli che potrebbero sembrare egoismi nazionalistici. "Sì", invece, a un riequilibrio che possa far sì che nessuno venga lasciato "indietro". Perché il Vecchio Continente, per il pentastellato, è più forte quando agisce "insieme".

Commenti

leserin

Dom, 07/10/2018 - 18:30

Ahi, quale accordo capestro pro-immigrati prometterà in cambio?

killkoms

Dom, 07/10/2018 - 21:10

li convincerà con la sua flemma partenopea?