Allarme black bloc a Roma: la Lamorgese blinda le frontiere

Definito il dispositivo di sicurezza a Roma in vista del G20 e delle manifestazioni no green pass. Timori per la miscela anarchici-neofascisti

G20, allarme black bloc: Lamorgese blinda le frontiere

Allerta massima. Stavolta non si può sbagliare, non con 20 capi di Stato e di governo stranieri ospiti all’Eur. Il fine settimana che si prospetta sulla Capitale è rosso come il fuoco e nero come la pece. Incandescente, comunque. Roma è abituata a gestire tanti cortei, sit-in, manifestazioni e eventi straordinari in contemporanea. Ma certo il weekend si preannuncia diabolico. Oltre al G20 e alle manifestazioni no green pass, che spesso nascono spontaneamente senza neppure la comunicazioni in prefettura, ci sono da considerare i cortei di Cobas, quelli di Fridays for Future e il match di Serie A all’Olimpico. I rischi non mancano: i no pass celano possibili infiltrazioni neofasciste o no global, il terrorismo internazionale non ha abbassato la cresta e si temono i sit-in imprevisti. “Il protocollo è ben collaudato”, ripetono più fonti di polizia assicurando che tutto andrà bene. Ma la tensione c’è (“lo si capisce dagli sguardi in questura”) e gli sforzi per prevenire ogni disordine enormi.

Oggi al Viminale si è tenuto il Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, cui hanno partecipato il sottosegretario Molteni, il capo della polizia, i comandanti dell'Arma e della Finanza, oltre ai vertici dello Stato Maggiore della Difesa, ai servizi segreti al prefetto. Il piano operativo prevede indagini di intelligence mirate, monitaraggio del web, vigilanza e soprattutto l’impiego di 5.296 unità di rinforzo al personale dei presidi territoriali, di cui 2.542 della Polizia di Stato, 1.774 dell'Arma dei carabinieri, 580 della Guardia di finanza e 400 unità delle Forze armate. Fonti di polizia parlano della creazione di 4 “zone rosse”, interdette dalle ore 19.00 di venerdì 29 ottobre 2021. Per domenica, i turni degli uomini in divisa si potrebbero anche sovrapporre durante i cambi di turno per garantire maggior vigilanza nei momenti critici del G20.

Si tratta di un dispiegamento di forze senza precedenti. I reparti antisommossa prenderanno posto nei punti nevralgici della città, in particolare a difesa della nuvola di Fuksas - sede del G20, - e intorno a Palazzo Colonna per presidiare le istituzioni. Nel quadrante dell'Eur, che riguarda circa 10 chilometri di area di massima sicurezza interdetta al traffico e ai pedoni, sono già iniziati i lavori di "pulizia". “Si tratta di rendere sterile l’area”, spiega un investigatore. Nelle prossime ore verranno utilizzati i cani, cercati possibili ordigni e la zona controllata centimetro per centimetro. Poi sabato e domenica saranno schierati elicotteri e droni per il controllo "dello spazio aereo" oltre che diversi cecchini sui tetti. Gli addetti ai lavori preferiscono chiamarli “tiratori scelti” e in passato per eventi “di portata simile” sono sempre stati schierati: il G20 non farà eccezione, visto anche il particolare quadro internazionale. “Dobbiamo tenere in mente che la crisi afghana è fresca e che la decisione di Erdogan di cacciare 10 ambasciatori non aiuta a raffreddare gli animi”, ragiona spiega Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap. Inoltre “un attentato nell’Urbe, città simbolo dell’Occidente, con tutti i vertici del mondo presenti sul posto, avrebbe un valore simbolico enorme”.

Oltre alle forze a disposizione in loco, come detto, stanno arrivando da mezza italia numerosi rinforzi, non solo dai reparti operativi (come normale), ma anche dal settore amministrativo (segreteria del capo, ufficio del personale, patrimonio) e dalle altre direzioni centrali come anticrimine, prevenzione, Dia e immigrazione. Lavoro extra per la Digos, chiamata a monitorare i gruppi Telegram e i classici canali sovversivi. Lamorgese ha pure disposto il ripristino dei controlli alle frontiere interne nazionali dalle 22 di ieri fino alle 13 del primo novembre. “Sarà sicuramente un gran caos - spiega una fonte - tanto che ferie e permessi sono stati sospesi in tutta Italia”. Quando si attiva l’antiterrorismo, è il ragionamento, significa “che la posta in gioco è davvero alta”.

A preoccupare c’è poi l’imprevedibile mina innescata dalle proteste no pass. Il timore più grosso è la possibile mescolanza tra rossi e neri nel corteo. "Secondo me potrebbero presentarsi dei pericoli, è troppo tempo che i black bloc stanno fermi, qualcosa devono fare", dice all'Adnkronos Vincenzo Canterini, l'ex comandante del Reparto mobile di Roma che fece irruzione alla scuola Diaz. Se No Global e No Pass neofascisti riuscissero a trovare un punto di contatto, la miscela potrebbe diventare potenzialmente esplosiva. Non tutti gli investigatori, sentiti dal Giornale.it, concordano sulla possibilità che gli antichi dissidi possano essere superati in nome della lotta alle restrizioni o al green pass. Ma nei cortei milanesi si sono visti sfilare ex brigatisti al fianco di neofascisti, un “aspetto di mescolanza” che - dicono voci di corridoio - non può essere escluso in partenza. Anche perché i servizi di intelligence, a dire il vero, non si aspettavano neppure che due sabati fa a Piazza del Popolo si radunassero così tante persone. Un errore di valutazione che è costato l’assalto alla Cgil e che certo non si può ripetere nuovamente. Non con i grandi del mondo tutti radunati a Roma.

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