All'asta la viletta di Cogne dove fu ucciso Samuele Lorenzi

Il tribunale di Aosta ha messo all'asta la villetta di Cogne dove il 30 gennaio del 2002 fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi

La villetta di Cogne, quella in cui il 30 gennaio del 2002 fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi, è in vendita. Il giudice del Tribunale di Aosta ha deciso di mettere all'asta la casa di Annamaria Franzoni e Stefano Lorenzi, genitori del bimbo. Il ricavato servirà a rinfondere l'avvocato Carlo Taormina, legale della Franzoni durante gli anni del processo, ancora in attesa della parcella da parte dell'assistita: 470mila euro è il conto da saldare.

La "villetta degli orrori" finisce all'asta

La ''villetta degli orrori". Così è stata definita la casa dei coniugi Lorenzi dove, il 30 gennaio 2002, fu rinvenuto il corpo senza vita del piccolo Samuele, vittima di un efferato infanticidio. A 18 anni dalla tragedia, l'appartamento di Montroz, nella frazione di Cogne (Valle d'Aosta), è finito all'asta. Un pignoramento utile a saldare la parcella dell'avvocato Carlo Taormina, difensore della Franzoni durante gli anni del burrascoso processo di cui la mamma del bimbo è stata protagonista assai discussa. Stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, la base d'asta partirebbe da ben 800mila euro di cui una lauta parte - 470mila euro - finirebbe sul conto corrente del celeberrimo penalista. Taormina avrebbe chiesto alla sua assistita circa 1 milione di euro per la prestazione professionale offerta, cifra che è stata poi rimodulata al ribasso dal giudice incaricato del caso e fissata, invece, attorno ai 275mila euro (più iva). La decisione è stata accolta di pessimo grado dai coniugi Lorenzi che si sono opposti al pignoramento senza però cavarne un ragno dal buco: la villetta si venderà. La base d'asta è già stata stabilita, ora non resta che fissare la data dell'esosa compravendita.

Chi acquisterà la villetta?

Il nodo da sciogliere è uno solo: ci sarà mai un acquirente disponibile ad esborsare una cifra così alta per la "villetta degli orrori"? Difficile a dirsi. Senza contare, inoltre, che la casa è in disuso dal 2002 ed collocata in una frazione di Cogne piuttosto "fuori mano" dal centro cittadino. Gli abitanti di Montroz, finiti loro malgrado alla ribalta della cronaca nera, sostengono che Annamaria Franzoni e il marito non avessero alcuna intenzione di disfarsene. Anzi. A quanto pare, sebbene adesso la famiglia Lorenzi viva sugli appennini bolognesi, avrebbe fatto sovente ritorno in quei luoghi. Ma poco importa. Ormai, il provvedimento del giudice è già diventato esecutivo. L'ultimo capitolo di un racconto agghiacciante, si spera.

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Commenti
Ritratto di anticalcio

anticalcio

Sab, 07/11/2020 - 17:12

la domanda sorge spontanea:quando si chiama un penalista di questo calibro,e che pensavano,che lavorasse gratis? un preventivo di spesa lo si chiede anche se cambi una tapparella...certo che unmilione di euro di parcella...

ex d.c.

Dom, 08/11/2020 - 14:36

Una brutta storia mai chiarita. L'avv. Ha perso la causa, poteva trovare un accordo. Era difficile vincerla, in Italia qualcuno da condannare deve esserci sempre ed il colpevole designato non ha nessuna possibilità