I dem ora parlano di Bibbiano (ma così nascondono la verità)

"Chi chiederà scusa ad Andrea Carletti?" si domanda Nicola Zingaretti su Facebook. Ma il sindaco di Bibbiano è ancora indagato per abuso d'ufficio e falso ideologico

I dem ora parlano di Bibbiano (ma così nascondono la verità)

Garantisti sì, ma solo quando serve. L’ex sindaco di Bibbiano Andrea Carletti viene rimesso in libertà e la sinistra torna a parlare di Bibbiano. L’imputato non dovrà più rispettare la misura cautelare a cui era stato sottoposto per le ipotesi di reato di abuso d'ufficio e falso nell'ambito dell'indagine "Angeli e demoni". Secondo l’accusa, Carletti avrebbe infatti favorito l’affidamento degli apazi pubblici del comune all’associazione Hansel e Gretel di Claudio Foti, senza alcuna gara d’appalto. I difensori del sindaco avevano impugnato in Cassazione il provvedimento con cui il Riesame di Bologna, il 20 settembre, aveva sostituito gli arresti domiciliari a cui Carletti era stato sottoposto dal 27 giugno con l'obbligo di dimora nel Comune di Albinea, nonché quello con cui il gip di Reggio Emilia aveva detto "no", il 25 settembre, alla revoca delle misure cautelari. Il sostituto pm della Suprema Corte, Ciro Angelillis, avrebbe optato, ancora una volta, nell'udienza a porte chiuse di ieri mattina, per il rigetto dei ricorsi. Entro trenta giorni, come previsto dalla legge, i giudici depositeranno le motivazioni della loro sentenza, ma intanto Carletti può riprendere il suo mandato e tornare a fare il sindaco del paese nel reggiano in attesa di processo. Ma c’è chi ha già deciso come andranno le cose. Nel campo della sinistra è già aria di festa e tutti insorgono in difesa dell’ex sindaco dem.

Il primo a commentare la sentenza è stato Matteo Renzi. “Vi ricordate la storia di Bibbiano? L’attacco violento di Lega e Cinque Stelle al sindaco? Le pagliacciate in Parlamento e sui social con lo slogan “Parlateci di Bibbiano?”. Bene. Ieri la Cassazione ha detto che quel sindaco NON doveva essere arrestato”, ha scritto il leader di Italia Viva su Facebook. “Una montagna di fango vergognosa contro un uomo che non meritava quel trattamento. Ricorderete come l’arresto venne usato: il grimaldello per costruire la battaglia politica di chi ha più a cuore i sondaggi che la verità. La giustizia è una cosa seria. Lasciarla in mano ai giustizialisti rende questo Paese un posto barbaro. In attesa che qualcuno chieda scusa, un abbraccio a quel Sindaco. Non smetteremo mai di chiedere giustizia e verità contro il populismo e gli slogan”, ha concluso Renzi.

Dunque, l’abbraccio del leader di Italia Viva invece di essere rivolto alle famiglie a cui hanno strappato i propri bambini con false accuse e lavaggi del cervello va all’ex sindaco Carletti. A cui è stato abbonato l’obbligo di dimora ma resta incollato al registro degli indagati con le accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico. Tombale fu, su questo, il silenzio degli uomini della sinistra. Che hanno taciuto in nome del garantismo per sei lunghi mesi. Adesso, invece, lucidi nel cogliere l’opportunità politica di scollarsi di dosso le accuse rimbalzate ai dem per i casi dei bambini di Bibbiano ecco che tornano a parlare. Con lunghi tweet e prese di posizione. Dov’è finito il garantismo? Non è forse questa strumentalizzazione politica? E per di più iraggionevole. Considerando che, domandare le scuse di coloro che hanno attaccato uno degli indagati che, fino a prova contraria, rimane da capire se davvero sia innocente sia ben più grave che chiedere giustizia per tutti quei bambini strappati dai propri affetti.

Sulla scia di Matteo Renzi, non si fà sfuggire l’opportunità di cambiare le carte in tavola, in vista delle elezioni in Emilia Romagna, Nicola Zingaretti. E se quando ancora Carletti era legato agli arresti domiciliari il leader del Partito democratico schivava le domande sul caso, ora esulta di una non vittoria. E su Facebook sentenzia. In barba alle accuse della procura ancora da smentire. “Non dimentichiamo campagna indecente: vergognatevi!” La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica. Ma oggi c’è una altra domanda. Chi chiederà scusa ad Andrea Carletti e alle persone messe alla gogna ingiustamente? La giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno.”

Insomma, il sostegno dei dem alla magistratura cambia a seconda del tornaconto politico. Ed ecco le pagine web gonfiarsi di esultanza per una decisione che non ha niente di definitivo, che non scagiona nessuno e che non calcella la disperazione dei genitori incastrati dai “demoni”. E sono loro a parlarne. Chi gridava alla strumentalizzazione, chi riduceva tutto ad una banale campagna mediatica, chi puntava il dito contro chiunque parlasse di un’inchiesta giudiziaria che ha spalmato, in più di duecento pagine, il disegno troppo simile del sistema che venti anni fà portò allo scandalo dei “diavoli della Bassa”.

Anche lì, ricorda l’avvocato Patrizia Micai, prima di arrivare alla verità, le famiglie subirono un calvario che ha distrutto le loro vite. Eppure prima che venisse fatta giustizia su una storia come quella, di revoche e probabili condanne se ne sono viste a decine. Ma oggi, bastano per smentire un caso. O, forse, servono a fare campagna elettorale.

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