Andria, il legale del capostazione bacia i piedi del pm che indaga: foto

Una foto per alimentare i veleni. Non c’è pace per la procura di Trani, alle prese da quasi un mese con la delicata indagine sul disastro ferroviario del 12 luglio

Andria, il legale del capostazione bacia i piedi del pm che indaga: foto

Una foto per alimentare i veleni. Non c’è pace per la procura di Trani, alle prese da quasi un mese con la delicata indagine sul disastro ferroviario del 12 luglio scorso nel quale hanno perso la vita 23 persone.

La prima commissione del Csm ha aperto un procedimento sui magistrati pugliesi a fine luglio e la notizia è trapelata per l’intervento del togato di MI Lorenzo Pontecorvo che aveva messo in guardia dal rischio di pregiudicare «la serenità di un ufficio giudiziario impegnato nelle indagini sul grave incidente ferroviario». Alle attenzioni di palazzo dei Marescialli ci sarebbe in particolare il pm Antonio Savasta, al centro di alcuni degli esposti pervenuti al Csm. Come pure il controverso romanzo dell’ex gip di Trani Roberto Oliveri del Castillo (già ascoltato dal Csm), «Frammenti di storie semplici», che dietro nomi di fantasia racconta storture ed episodi di malagiustizia che sembrano riferirsi proprio alla procura della città a nord di Bari. Ma secondo i rumors, il procedimento si concentra anche sui rapporti tra magistrati e avvocati del distretto giudiziario, che secondo alcuni degli esposti non sarebbero sempre contenuti nei limiti della correttezza.

In uno degli ultimi esposti spediti al Csm, l’imprenditore barlettano Giuseppe Dimiccoli, da tempo impegnato in un braccio di ferro giudiziario con il pm Savasta (per una questione relativa a una masseria sfociata in diversi strascichi giudiziari), allega al testo della denuncia una foto (qui a destra) scattata a una festa. La donna a sinistra è la pm tranese Simona Merra, nel pool di magistrati che indaga sull’incidente ferroviario. L’uomo che le fa il «baciapiede» è l’avvocato Leonardo De Cesare, legale del capostazione di Andria Vito Piccarreta, che dell’inchiesta è uno degli indagati. Nel suo esposto Dimiccoli collega l’immagine all’ipotesi sostenuta dal gip nel suo romanzo «che la scelta dei legali da parte degli indagati venga pilotata dalla convinzione che taluni avvocati siano legati da rapporti di amicizia e frequentazione con alcuni pm».

Ovviamente Trani è una piccola città, e l’immagine sembra provare solo una certa familiarità tra il pm che indaga e il difensore di un indagato. Ma nel clima rovente della procura tranese anche l’istantanea di una festa può alzare la temperatura.

Avvocato bacia i piedi al pm

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